Chi non ha mai voluto indossare almeno una volta nella vita una bella maschera veneziana, o ballare con stravaganti vestiti e lanciare coriandoli, ridendo e scherzando? Questa è l’essenza del Carnevale, festività che cade ogni anno una settimana prima dell’inizio della Quaresima. Ovviamente il Carnevale ha origini antiche, con un significato diverso rispetto ad oggi. Si torna indietro ai tempo del Medioevo, quando il vero protagonista del Carnevale era la risata e il solo scopo era passare una giornata durante la quale tutti erano liberi di fare ciò che volevano, mangiare quanto volevano e allontanarsi dalla normale quotidianità. Uomini donne e bambini che vivono un giorno alla rovescia, tra giochi e tradizioni, prima di tornare a vivere la loro vita da buoni cittadini. Col passare dei secoli anche altre tradizioni si sono aggiunte, colorando la festa ancora di più e rendendola originale e personale di persona in persona attraverso le maschere. Da sempre il pensiero del Carnevale fa nascere un sorriso sulle labbra degli uomini, perché si ha finalmente l’opportunità di essere ciò che veramente si è e come meglio si può.
Durante l’ultimo decennio, però, l’idea del Carnevale è cambiata radicalmente, in positivo e in negativo: se da un lato, oggi, c’è un maggior rispetto delle regole, senza andare oltre ciò che è legale, dall’altro lato si è persa quella gioia di ridere e ballare e scherzare. L’importante è avere il costume alla moda, partecipare alla festa giusta, quando poi nessun ragazzo si maschera. È come se il Carnevale avesse perso quella sua spensieratezza e divertimento che lo caratterizzava; è diventato un giorno normale, festeggiato solo dai bambini; per le strada giusto un selfie per dimostrare di essere partecipi, ma senza giocare con chi ci sta vicino.
A volte sarebbe semplicemente bello rivivere le vere tradizioni delle feste, ricordarne il vero significato perché in una società al passo col progresso restare un po’ aggrappati a questi piccoli aspetti può salvare dal dimenticare.
Ma oggi si usano solo maschere con falsi sorrisi, che coprono gli occhi e quello che dicono. Perché il Carnevale, anche se era da pazzi, era sincero ed è palese che con il passare del tempo, passi anche l’idea da cui tutto è nato.
Sara Siani III C
