“Guerra, pericolo, fuga”. Tre parole che continuo a sentire, ho paura, ma nessuna lo nota; non sono stupido, so cosa sta accadendo. Nel mio paese c’è la guerra, i miei genitori continuano a prendere cose dentro casa per scappare, vogliono salvarmi, dicono che andrà tutto bene, ma so che un viaggio del genere talvolta può finire male. La vita non la controlliamo noi, c’è qualcuno, lì su, che decide quando mettere fine a tutto. Siamo in viaggio per salvarci su una barca colma di persone. Il mare è spaventoso ed è notte, ho davvero timore di quello che può accadere, ma resto qui in silenzio a scrivere. Non sono un bambino come tanti, io amo leggere e scrivere, la povertà non mi permette di acquistare tanti libri e così li scrivo io, scrivo storie da leggere e rileggere perché leggendo sto meglio. Ci sono persone che piangono con la paura negli occhi, paura del destino, paura di morire, ed io sono una di loro. Il mare si sta calmando, dicono tutti che manca poco, mamma mi ha detto “tra poco continueremo a vivere”, ma lo dice ormai da ore, non le credo più. Sto piangendo anch’io ora, ho visto mio padre annegare, ho cercato di fare il possibile, ma mamma non ha voluto che mi buttassi, ed ora paura e tristezza mi stanno uccidendo. “Il futuro appartiene a coloro che sanno qual è il loro posto”, io so qual è il mio posto, ma ho paura di non arrivarci vivo. Tutti urlano “Terra”, forse ci stiamo davvero avvicinando alla salvezza. Siamo su una spiaggia e anche se piango ancora per il mio papà, sono felice d’esser vivo. Ci hanno fatto salire su un treno e finalmente so che siamo salvi. Ed ora sono qui a scrivere la fine della mia storia, sto studiando per diventare uno scrittore, mamma sta bene, lavora, e anche se siamo senza papà, ci facciamo forza e continuiamo il nostro percorso chiamato “Vita”.
Chiara Spatuzzi IC
