Alle luce dell’ennesimo successo del Genoino, con la vittoria della sezione “Pepper a scuola “ del progetto di robotica “Robotcup”, organizzato dal DIEM dell’università di Fisciano, non è sembrata una cattiva idea incontrare gli autori del progetto per parlarne più da vicino, saperne qualcosa in più e non solo. Le docenti referenti del progetto (professoresse Adesso, Formisano, Oliva e Avella) si sono rese disponibili, insieme ad una parte dei 10 ragazzi, che compongono il gruppo, a rispondere ad una serie di domande riguardanti la loro esperienza nel mondo della robotica.
Intervista al gruppo di robotica del Liceo A.Genoino
“COME E’NATO IL PROGETTO ROBOTCUP?”
La collaborazione con l’università di Salerno, in realtà , è nata già un paio di anni fa con l’introduzione di un altro progetto, “Hardwino“; lo scorso anno invece è saltata mentre questa’anno il progetto ha avuto come protagonista un “social robot”, Pepper. Per social robot si intende un robot impegnato nelle pubbliche relazioni, come possono essere la guida di un museo o un impiego aeroportuale. La nostra idea iniziale era quella di creare un gruppo composto totalmente da ragazzi di prima, in maniera tale da seguirli per farli crescere passo dopo passo. Poi però si è presentato un altro progetto, il “ Robot coffee”, che ha dato il via all’idea di un “gruppo di robotica”.
“COME SI E’ SVILUPPATO POI IL PROGETTO?”
E’ stato diviso in due parti: una prima di formazione, attraverso la piattaforma dell’università ed, in seguito, con un tutoraggio, un’altra di gara vera e propria, divisa in tre sezioni (Pepper a scuola, Pepper presentatore e Io e Pepper). Il gruppo del liceo non solo ha ottenuto il primo posto nella sezione Pepper a scuola, ma ha anche vinto il premio speciale “Diem si presenta”, che consiste nell’utilizzo della presentazione del nostro progetto come presentazione dell’università stessa il prossimo anno. E’ stata una bella soddisfazione soprattutto per i ragazzi, i veri artefici di questo successo, che hanno dato tutto.
“SULLA BASE DI CIO’, QUALI SARANNO I RISVOLTI FUTURI DI QUESTA VITTORIA?”
L’obiettivo principale della Robotcup è quello di inserire la robotica all’interno del programma di fisica ministeriale dello scientifico, anche se in realtà è già presente una sorta di postilla all’interno del Piano Nazionale Scuola Digitale. Inoltre, noi docenti abbiamo vinto 25000 euro da stanziare in laboratori per la scuola, quindi un monito in più per incentivare la studio di questa branca della fisica moderna.
“DUNQUE, ANCHE PER COME NE AVETE PARLATO FINO AD ORA, QUANTO E’ IMPORTANTE LA ROBOTICA AL GIORNO D’OGGI E CHE TIPO DI INNOVAZIONI POTRA’ PORTARE IN FUTURO?”
La robotica occupa già un ruolo fondamentale nella nostra società, soprattutto dal punto di vista industriale e dell’automatizzazione. Discorso a parte meritano i robot umanoidi, che invece hanno bisogno di leggi vere e proprie (basate sulle leggi della robotica di Asimov) , che in America già sono presenti, per salvaguardare i cittadini, unendo il fantascientifico con la realtà.
“DA COME NE STATE PARLANDO SI CAPISCE QUANTO ABBIATE A CUORE QUESTO PROGETTO, MA, DA PROFESSORESSE, QUANTO E’ STATO DIFFCILE? E’ STATA COLTA COME UNA SFIDA?”
All’inizio noi professoresse eravamo totalmente nel pallone e partivamo praticamente da zero. Non ti nego che, dopo aver visto il primo tutorial, ci siamo guardate e abbiamo pensato di chiudere ancor prima di iniziare. Poi però, prendendo il progetto come una sfida personale e attraverso l’impegno di alunni e docenti assieme, siamo riusciti innanzitutto ad abbattere le barriere tra professori e ragazzi e , con entusiasmo, passo dopo passo, le cose iniziavano anche a venir fuori da sé, in maniera casuale. Il nostro motto e anche chiave del nostro successo è stato “insieme possiamo farcela”. Alla fine i sacrifici sono però stati ricompensati.
Dopo aver ascoltato la voce delle professoresse, è ora arrivato il turno dei ragazzi
“LE VOSTRE TUTOR SONO STATE SINCERE, VEDIAMO SE VOI LO SARETE UGUALMENTE . COM’E’ STATO APPROCCIARSI CON UN AMBIENTE TOTALMENTE NUOVO COME QUELLO DELLA ROBOTICA?”
Siamo partiti anche noi da zero, non frequentando una sezione di scienze applicate e quindi non avendo chissà quali competenze in materia. I primi tempi sono stati difficili ma, dopo aver iniziato a frequentare i corsi all’università, abbiamo gradualmente imparato ad utilizzare buona parte delle funzioni di Pepper.
“E’ STATO DIFFICILE CONCILIARE I VOSTRI IMPEGNI, SCOLASTICI E NON, CON QUESTA INIZIATIVA?”
Facile non è stato; fondamentale era il lavoro in orario curriculare per avere un contatto diretto tra ragazzi e docenti. I corsi di formazione si sono svolti durante le vacanze di Natale e spesso capitava di sentirci con le tutor a mezzanotte, a testimonianza del forte legame che si è creato, che va oltre il singolo progetto. Il nostro nemico principale è stato il poco tempo che avevamo a disposizione e spesso siamo andati nel panico per questo motivo, oltre ai lavori che abbiamo dovuto rifare da capo perché andati perduti, ma alla fine tutto è andato per il meglio.
“ORA SIETE DIVENTATI ANCHE VOI DEI TUTOR, VERO?”
Si, adesso stiamo facendo da tutor, attraverso un metodo peer to peer, ai ragazzi di prima che si stanno affacciando per la prima volta nel mondo della robotica. E’ strano perché alla fine sono ragazzi come noi, che frequentano il liceo, studiano, hanno interrogazioni, sentirsi come professori è allo stesso tempo divertente e singolare come esperienza, ma sicuramente motivo di orgoglio per noi.
