Autunno Einaudi

“Il libro è una porta che ci conduce in mondi straordinari”

Venerdì 12 ottobre,in prima nazionale l’autrice Cristina Cassar Scalia è venuta a Cava dei Tirreni per presentare il suo nuovo libro:”Sabbia nera”.
La storia del vicequestore Vanina Guarassi é coinvolgente, è misteriosa, è un giallo degno di essere chiamato tale!
Cristina Cassar Scalia è stata accolta a braccia aperte dalla casa editrice Einaudi, dal sindaco di Cava dei Tirreni, da ragazzi ed adulti nella sala superiore del complesso San Giovanni.

L’agente editoriale Einaudi di zona, Claudio Bartiromo, ha specificato l’utilità di questi giorni all’ insegna della cultura ,concessi dal comune, che dovrebbero servire non solo come piacere, ma anche ad avvicinare chi si è ormai dimenticato l’importanza della cultura in tutte le sue forme. Cosa c’è di meglio che conoscere l’autore del libro che hai letto? Capire cosa pensa,cosa vuole dire, cosa vuole dimostrare,interagire e scoprire è la più alta forma di cultura al mondo.
Claudio Bartiromo ha enunciato inoltre come l’amore per la cultura non deve mai morire, “senza cultura l’uomo non vive, viene ucciso dall’ ignoranza.”
Il sindaco Vincenzo Servalli ha successivamente spiegato l’importanza del complesso San Giovanni dove si svolgeranno le successive serate di “Autunno Einaudi”, una grande occasione per Cava ed i suoi abitanti, il punto di attacco tra la cultura e le persone, tra libri ed autori. “Il complesso da poco rimesso in scena”, spiega il sindaco, “è e diverrà la dimora della cultura a tu per tu di Cava.”

Ecco di seguito le domande poste all’ autrice con le relative risposte:

Come è nato questo Giallo?
Il segnale è stato il montacarichi, quando dei miei amici hanno ereditato una villa che era praticamente inquietante, una di quelle che vedi nei film horror, c’era questo montacarichi accanto dove ho immaginato un cadavere, in realtà un amico me lo ha suggerito, la fantasia ha fatto il resto.
L’investigatore uomo era quindi troppo banale per questo caso, la donna era più innovativa, volevo fosse importante senza la necessità di dover dimostrare nulla a nessuno.

Perché hai dato all’ ispettrice determinate caratteristiche quali quelle nel modo di mangiare, nei vestiti griffati,nella passione per il cinema. Sarà perché ti rispecchiano questi dettagli?
Si, sono le uniche cose che ci accomunano, soprattutto il cinema. Sono caratteristiche mie che ho scelto per lasciare una parte di me in lei in tutti i sensi.

Numerosi sono i dettagli per i luoghi. Perché hai scelto di specificare così bene gli ambienti ?
Ci sono tutte le parti della Sicilia che mi appartengono, dove lavoro come oculista, dove vado, dove sono nata soprattutto. Ho voluto Noto, perché è il ritiro dove lei si ritrova con se stessa e stacca la spina. Catania ha una doppia valenza, lei non vuole tornare nella sua città, si trova lontana da lí perché cerca la serenità ma nonostante ciò Catania è sia rifugio che posto fisso. Palermo è invece la città che più amo, non potevo non metterla, e poi il passato di Vanina è associato alla mafia quindi, è collocabile a Palermo proprio per un qualcosa di mentale, si sa,è più facile associare Palermo alla mafia che un altro luogo. Una serie di motivi intrecciati tra loro per dare ruoli diversi a tre città diverse,ma valenti allo stesso modo.

Come mai questo tipo di importanza a questo periodo storico e a questa tipologia di argomenti?
Il giallo è ambientato nel 2016 ma i richiami al passato mi piacciono,vanno creati , e poi in un giallo rendono più l’idea di ciò di cui parli. È nata per caso questa scelta durante la scrittura del libro. Pensando a come farla vestire e ovviamente al cadavere,ho voluto creare questo ambiente del 1959 per spiegare un po’ tutto, per rispondere alle domande nel corso del libro. È quindi non solo un contrasto con la realtà odierna,ma dovrebbe far riflettere sui vari argomenti trattati.

Perché proprio la “Sabbia nera”?
La Sabbia è una grande metafora
Quella reale di ciò che cadeva su Catania nel momento dell’eruzione, la sabbia intesa come società che si sgretola sulle persone nei nostri giorni e la sabbia nera che ha coperto il cadavere per sessant’ anni.

Quanto pensi siano importanti i personaggi che aiutano la protagonista durante il romanzo?
Credo sia importante il verosimile, la squadra intorno a Vanina deve avere una storia. La terza persona che utilizzo sempre ha appunto l’utilità di far interagire in per sè il pubblico con i personaggi del mio libro.
Il mio personaggio preferito è Patanè, forse solo con lui ho divagato un po’ rispetto agli altri, mi è sfuggita la penna proprio perché mi ha preso, ma era inizialmente nato come appiglio per Vanina, un ottantatreenne che doveva in qualche modo condurla alla soluzione o quantomeno aiutarula.

Il critico letterario di Cava dei Tirreni,organizzatore del festival del Mar mediterraneo, ci ha tenuto a parlare con l’autrice, intervenendo durante una domanda, per esporre il suo pensiero sulla Sicilia e sulla bellezza culturale che sta creando soprattutto nell’ ultimo periodo quel luogo:

La Sicilia è una grande terra e “Sabbia Nera” ne è la conferma”

Questo incontrare gli autori, scoprirne le tecniche, aiuta i giovani futuri scrittori a capire molte cose. Le informazioni tecniche per scrivere quindi, come funziona nel tuo ambito? Diamo consigli
La tecnicità del libro mi ha portato via il maggior tempo, il doversi informare soprattutto. Io sono un medico, del campo poliziesco non sapevo quasi nulla,ho dovuto praticamente tartassare di domande un ispettore della squadra mobile di Catania, ore ed ore, messaggi su messaggi con domande strane e lunghissime, lui e il suo capo a mi hanno aiutata tantissimo a scrivere. Ho dovuto muovermi in quei luoghi, studiare i corridoio, addirittura la macchina del caffè per creare la realtà nel libro.
Tutte queste informazioni sono fondamentali,è fondamentale conoscere bene ciò che devi descrivere, devi raccontare ciò che vivi se vuoi far capire davvero di cosa stai parlando.

Ho rivisto in questo libro tantissimi autori siciliani, mi hanno rimandato quindi ad argomenti che probabilmente non hai neanche notato di aver inserito,o si?
Mi hanno paragonato in molti al libro di Camilleri, Vanina e Montalbano sono diversi,molto diversi, ma è innegabile che dei frammenti di autori diversi siano nel mio libro.
Quindi si, quello che ho letto da ragazza ha influenzato molto quello che scrivo ora, è un modo di migliorarsi, uno scrittore più legge più raffina il suo modo di scrivere.

Come è avvenuta la sua trasformazione al momento, come si decide di diventare scrittore di gialli dopo aver scritto solo romanzi “normali”? Il passaggio fondamentale come avviene?
L’immagine del montacarichi,come ho detto già, ha fatto gran parte del lavoro, era ovvio dover iniziare a scrivere un giallo. I miei due libri precedenti,una storia d’amore e uno più o meno storico, hanno in sè un piccolo mistero svelato durante la lettura. Alcuni dei miei lettori mi hanno più volte chiesto “perché non scrivi un giallo?” Non mi reputavo capace finché non mi sono messa alla prova , ho tentato e mi sono detta “vediamo cosa ne viene fuori”
L’ho dato alla mia agente, ho fatto quindi la prova del nove, non pensavo potesse andare avanti. Finché lei non mi ha detto che lo avrebbe presentato ad Einaudi e non avrei mai pensato di riuscirci. Il giallo era difficile, Einaudi era difficile da avere come casa editrice , eppure sono arrivata ad avere entrambi.

La piacevole serata si è conclusa con le domande faccia a faccia con Cristina, i saluti dei lettori e le foto.📷

Ecco alcune foto della serata:

Questo slideshow richiede JavaScript.

-Chiara Spatuzzi