Diego o Malinconico?

“È piuttosto volgare, il buonsenso. Abbassa il livello delle aspirazioni, valuta le possibilità di successo e soprattutto quelle di fallimento, calcola. Il coraggio, la sincerità e l’istinto non hanno nessuna possibilità di resistergli, se gli dai il tempo di organizzarsi e preparare la controffensiva”

(Diego De Silva)

 

Nella serata del 6 aprile, Cava dei Tirreni ha ospitato, nella sala superiore del Monastero San Giovanni, lo scrittore, scenografo e giornalista Diego De Silva.

Dopo la presentazione del vicesindaco ed assessore alla cultura, Armando Lamberti, e dell’agente editoriale Einaudi di zona, Claudio Bartiromo, che hanno sottolineato lo spessore dell’artista presente in sala, raccontandone gli antefatti e i meriti maggiori, il dottore Mariano Agrusta e la professoressa Irene Fimiani hanno introdotto il nuovo romanzo di De Silva: “Divorziare con Stile”. Vincenzo Malinconico, alter ego dello scrittore, nonché protagonista del romanzo, riduce ogni avventura a un racconto infinito, “ricco di battute fulminanti” e di “digressioni pretestuose e sublimi”. Un po’ come Malinconico, Diego ha intrattenuto i suoi lettori, con voce sempre pacata ed ironica, senza mai sfociare nella pesantezza del linguaggio e degli argomenti affrontati. “Per niente al mondo cambierei il mio lavoro, ho sempre desiderato scrivere per vivere ed è ciò che ora faccio ed amo”, afferma lo scrittore, e Malinconico, “l’uomo a cui manca sempre tanto così” è la più evidente rappresentazione del genio creativo di De Silva. L’artista ha dimostrato di sapersi rapportare perfettamente con giovani ed adulti, sostenendo che “la passione è il motore della scrittura” e che, attraverso essa, si raggiunge la meta artistica, una miniera di idee innovative ed appassionati.

Non mi aspettavo di vedere tutta questa gente, né mi aspettavo tutto questo successo”:  difatti, da “La donna di scorta” a “Divorziare con stile” il trionfo di Diego è incomparabile ed atipico, quasi inimmaginabile anche agli occhi dello scrittore stesso che, con grande umiltà, ha dato vita ad una serata all’ insegna della curiosità, della comunicazione leggera, garbata ed ironica su temi di grande attualità ed urgenza.  Dall’ amore al rapporto con i figli, dal matrimonio al divorzio, dall’ uomo succube alla donna scaltra,  gli spunti di riflessione sono stati svariati e, con grande semplicità, volutamente tralasciando la trama del romanzo, si è passati dall’ idea di una lettura imposta ad una  desiderata ed inseguita.

La letteratura inizia quando il senso finisce, la vera letteratura non svela, allude. La letteratura aspira ma non ottiene.  La letteratura non è nient’altro che la vita con le parti brutte tagliate” e Diego de Silva ne è la totale rappresentazione.

Un incontro terminato troppo presto, trascorso tra risate e domande del pubblico, che ha lasciato un segno forte negli animi e, soprattutto, infiniti spunti di riflessione. Una delle più importanti serate di Primavera Einaudi, che ha visto la sala del monastero gremita di lettori, tutti lì per accogliere Diego/Vincenzo Malinconico, la perfetta sintesi del popolare aforisma di Steve Jobs: “L’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai. […] come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continua a cercare finché non lo troverai. Non accontentarti. Sii affamato. Sii folle.”

-Chiara Spatuzzi

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