“Sí parla di razzismo perché c’è molta non conoscenza dell’altro, bisogna abbattere i muri o aumentano le differenze.
L’immigrazione è una ricchezza.”
(Cècile Kyenge)
La giornata del 12 novembre è stata dedicata al ricordo delle 26 donne nigeriane sbarcate morte sulle coste salernitane. L’evento, svolto al liceo scientifico Genoino ed organizzato dalla professoressa di lettere e latino Paola Bucciarelli, è stato accompagnato dalla presenza di due prestigiose firme salernitane: Paolo Romano e Silvia di Cesare. Il Liceo Genoino è stata scelto, insieme ad altre tredici scuole della provincia di Salerno, per ospitare il progetto “ Come in mare così in terra”. La performance con violino di Giorgia Vicidomini(VE) e la presentazione generale della dirigente scolastica prof. Stefania Lombardi, hanno introdotto la manifestazione. La tematica è stata affrontata attraverso un video riguardante la strage del 5 novembre 2017. Questo è stato solo uno dei tanti sbarchi nel Mediterraneo; nello stesso anno ve ne sono stati altri 21, ma quello del 5 novembre è ricordato a causa della morte per presunto annegamento di 26 donne senza identità, delle quali solo cinque identificate e nove in dolce attesa. Le vittime hanno avuto sia funerale cattolico che musulmano con la presenza dell’arcivescovo di Salerno, Luigi Moretti, e l’Imam di Battipaglia, Abderrah Mane Es Sbaa. L’accaduto ha mobilitato tutto il territorio nazionale: è stato organizzato uno spettacolo teatrale, nato da un’idea della giornalista Concita De Luca con la scrittura di 26 testi inediti interpretati da altrettante giornaliste salernitane. I fondi raccolti sono stati consegnati al centro anti violenza dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi di Aragona di Salerno. La rappresentazione non vuole solo ricordare le 26 donne nigeriane, ma è una commemorazione di tutti i migranti ignoti che hanno perso la vita per raggiungere la salvezza e una nuova vita. La giornalista Silvia di Cesare ha riproposto agli studenti la parte interpretata durante lo spettacolo “Cosi in mare così in terra”, emozionando l’intera platea. Il fine della presentazione era quello di trasmettere un forte messaggio :“ esiste una sola razza, quella umana” e “il colore del sangue è rosso in tutte le vene del mondo”, quindi l’uguaglianza tra tutti gli essere umani, tralasciando provenienza o colore di pelle.
L’evento si è concluso con l’invito da parte dei giornalisti ad esprimere la propria opinione sul tema trattato attraverso un breve testo che è possibile inviare all’indirizzo mail 26comeinmarecosiinterra@gmail.com e i ringraziamenti della dirigente scolastica.
– Francesco Pio Fierro e Daniela Tomeo
