
Il futuro nel post Covid
Il mondo contro il Coronavirus.
Cava de’ Tirreni 19 maggio
La minaccia del coronavirus ha messo in ginocchio le aziende del nostro paese e molti italiani rischiano il posto di lavoro. Dal 18 maggio molte attività hanno riaperto e ripreso a lavorare. La nostra attenzione dovrà spostarsi dalla pura sopravvivenza all’adattamento alla nuova normalità caratterizzata dal distanziamento sociale.
La paura di contagiarsi giocherà un ruolo importante e potrà allungare i tempi della ripartenza non solo dal punto di vista dell’uso dei mezzi e dei luoghi pubblici ma anche dal punto di vista della ripresa economica. Ogni organizzazione ha reagito diversamente rispetto alla crisi e molto spesso la soluzione immediata è stata l’utilizzo dello smart working soluzione che di fatto è stata utilizzata anche per la scuola.
Abbiamo dovuto riorganizzare lo spazio e il tempo, le nostre case si sono trasformate nella nostra scuola o nell’ufficio e abbiamo dovuto tramutare il tempo che spendiamo normalmente dentro le mura domestiche. Le imprese hanno registrato un enorme calo del fatturato e un calo degli ordini, spingendole a rivedere la propria struttura e mantenere in essere solo le attività ancora proficue. Alcune aziende si sono riconvertite per produrre mascherine o gel igienizzanti; prodotti oggi molto ricercati e a volte introvabili.
La paura di contagiarsi si avverte in particolare negli spazi condivisi che potrebbero minacciare il rispetto stesso delle norme di distanziamento sociale. Ma in quanto esseri umani, abbiamo bisogno del confronto e della condivisione per crescere e imparare. Lo smart working e le lezioni a distanza, sono state di grande aiuto per superare la fase di lockdown, permettendo di proseguire e completare l’anno scolastico ma eliminando qualsiasi contatto sociale, lo scambio di idee tra i banchi di scuola e lo stare insieme.

Non sappiamo ancora per quanto tempo dovremo rimanere in questa situazione e per quanto tempo il distanziamento sociale resterà in vigore. Tutti noi dovremmo avere la capacità di superare questi momenti pensando al futuro e alle innovazioni che arriveranno.
Giulia Cammarano IC

PREVISIONI PER IL DOPO COVID19
Il futuro ad un metro di distanza
Siano, 19 maggio 2020- Con l’inizio della fase due sembra iniziare ad intravedersi la luce in fondo al tunnel del Covid19, ma è davvero così? Nonostante ci siamo abituati alle mascherine e al distanziamento sociale non possiamo essere sicuri che ce ne libereremo. Guardando al futuro, per quanto questo possa essere imprevedibile, appare tutt’altro che rose e fiori.
Sul piano economico questo potrebbe essere un ulteriore colpo per la già delicata situazione italiana. Le manovre espansive del governo potrebbero portare, sul lungo periodo, a scenari paragonabili alla crisi del 1929. Le aziende italiane, grandi e piccole, hanno riaperto solo in questo periodo dopo più di un mese di stop. Ma le nuove regole impediscono che tutto riprenda come prima. Il settore a risentirne maggiormente, come riporta La Stampa, è il turismo che prevede perdite per 7,4 miliardi di euro.

Se sul piano economico sembra tutto incerto, diversamente si può dire di quello umano. Il governo cerca di focalizzare la sua attenzione su mascherine e distanziamento sociale: elementi diventati simbolo della lotta al virus e che ricopriranno un ruolo fondamentale anche nel dopo-Covid19. Lo scenario che ci si apre davanti, cioè quello di un futuro nel quale dovremo limitare i contatti umani, si avvicina a quei futuri distopici che prima sembravano così irreali.
Se sapremo trarre delle lezioni dalla drammatica situazione nella quale il nostro paese si trova capiremo che nella diffusione de virus hanno giocato un ruolo fondamentale i continui tagli al settore sanitario. Una delle conseguenze più imminenti, che non riguarderà solo l’Italia, sarà un maggiore investimento nella ricerca medico-scientifica. Il fatto che un virus si sai diffuso in modo così drastico ci dimostra che l’uomo ha ancora tanta strada da percorrere.
Rocco Crescenzo IIIC
Liberi, ma…
Il mondo prima e dopo il Covid 19
Quarantena, pandemia, lockdown: quante le parole prima sconosciute che abbiamo aggiunto al nostro vocabolario personale. Da mesi le nostre vite sono state totalmente sconvolte da qualcosa di invisibile, imprevedibile e inaspettato. Siamo stati chiusi in casa, imparando ogni minimo dettaglio delle pareti, riempiendo le giornate con ricette, serie tv e videochiamate, tutti tormentati da un’unica domanda: quando si potrà tornare alla normalità?
Normalità, una parola pesante, piatta, che aveva quasi il sapore di monotonia. “Piacer figlio d’affanno”, diceva il buon Leopardi, ricordandoci che è proprio la privazione di quella vita prima tanto odiata a farcela desiderare nuovamente. In questi mesi abbiamo sognato caffè al bar, aperitivi con gli amici, film al cinema e passeggiate in centro, e ora che il tormento sembra cessare pian piano, quali sono le caratteristiche di quella normalità tanto attesa?
Difficile definirle, ora che ci sembra surreale anche solo ripensare a quella normalità. A scuola? Sì, ma con lezioni metà in presenza e metà online. Sì agli spostamenti, ma non fuori regione. Sì alle passeggiate, ai parenti e agli amici, ma senza assembramenti. Insomma, una normalità fatta di “ma”, di regole da rispettare e di distanze da mantenere. Proprio noi, la generazione che ha azzerato le distanze attraverso le nuove tecnologie, quelle tecnologie che ci hanno permesso di tenerci costantemente in contatto con luoghi lontani, quelle tecnologie che per mesi sono state la nostra unica finestra sul mondo.

Proprio a noi, la generazione dei social, viene chiesto di rispettare il distanziamento sociale. Proprio noi, così attenti ai dettagli, ai capelli sempre in ordine e all’aspetto ben curato, ora nascondiamo il volto dietro una mascherina, accessorio indispensabile, che abbelliamo con tessuti personalizzati che ci rendano il più possibile riconoscibili. Sì, perché è diventato difficile anche questo. Quante volte ci sarà capitato di fissare qualcuno per strada, cercando di riconoscerlo dai capelli o dal modo di camminare, chiedendoci “È lui o non è lui?”, e cercando di indovinare chi si celasse dietro quella mascherina. Abbiamo imparato a sorridere con gli occhi, unico dettaglio scoperto, a salutare da lontano, a evitare di prendere quella scatola di biscotti al supermercato, se vicino a quello scaffale ci sono troppe persone. Cerchiamo di ricostruire la nostra quotidianità, con la consapevolezza di aver modificato tutti i parametri di giudizio, riducendo un po’ tutte le nostre vite a quello che era “prima” del Covid-19 e quello che verrà “dopo”.
Annachiara D’Arienzo

Cosa succederà al termine di questa pandemia?
La Fase 2 è iniziata e stiamo assaporando tutta la bellezza che non avevamo potuto goderci in questi due mesi di quarantena forzata a causa del Covid 19, virus proveniente dalla Cina.
Lunedì 18 maggio 2020, Nocera Superiore
La nostra vita ormai si può riassumere in una sola parola: Web. Grazie a internet e ai mille dispositivi che abbiamo a disposizione, abbiamo continuato a svolgere una parte della nostra quotidianità in casa. I ragazzi studiano, gli adulti lavorano e tutti cerchiamo di rispettare le regole dettate dallo Stato. Purtroppo però, sin dall’inizio non tutti hanno compreso la gravità della situazione e molte persone sono state sorprese mentre effettuavano uscite inutili o non autorizzate.
Grazie però al comportamento della maggior parte della popolazione italiana, il 4 maggio ha avuto inizio la Fase 2 con la quale sono state indette nuove norme comportamentali affinché si riprenda gradualmente la vita quotidiana.
Nella regione Campania i numeri dei contagi ha raggiunto una percentuale molto bassa, favorevole alla ripresa dell’economia e a una minore preoccupazione da parte dei cittadini. In Lombardia i decessi sono 24, un dato che non si verificava dal 29 febbraio. Ma la notizia fondamentale riguarda il numero di morti in un solo giorno: 99-morti-in-24-ore-.
Ma come sarà la nostra vita la termine di questa pandemia?
Tutti desideriamo uscire, incontrare i nostri amici, fare attività sportiva. Vogliamo la normalità che ci faceva sentire liberi di esprimerci, di pensare e di agire (tutto quello che non abbiamo potuto effettuare in questi mesi di quarantena).

Quando vivremo serenamente, solo all’inizio capiremo e apprezzeremo quello che ci è mancato. Purtroppo dimenticheremo tutto e ritorneremo a sottovalutare la realtà, a essere irresponsabili e irrispettosi del prossimo. Dobbiamo ricordare i sacrifici fatti in questo particolare periodo poiché da ciò possiamo solo trarre insegnamenti.
Fondamentale è continuare a seguire i decreti enunciati dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte senza mai sottovalutare la situazione che stiamo vivendo nonostante le graduali aperture e le riprese economiche.
Abbiate fiducia nel futuro!
Maria Santoriello I C

Il mondo dopo il Covid-19
Scenari possibili e nuovi contesti del mondo nel post Coronavirus
Cava de’ Tirreni, lunedì 18 maggio 2020
L’umanità sta affrontando una crisi globale, quella del Covid-19. Forse la più grande che la nostra generazione abbia conosciuto e può essere suddivisa in tre gruppi principali: il primo è quello della sanità pubblica; il secondo riguarda le perturbazioni dell’economia; il terzo è il blocco dei mercati finanziari. Le decisioni prese da persone e governi nelle prossime settimane porteranno a un cambiamento non solo per i nostri sistemi sanitari ma anche per la nostra economia, politica e cultura.

Per fermare l’epidemia, intere popolazioni devono rispettare alcune linee guida. Per raggiungere questo obiettivo il governo deve sia monitorare la popolazione che punire chi non rispetta le regole. Oggi, la tecnologia consente di monitorare tutti continuamente. Nella loro battaglia contro l’epidemia di Coronavirus diversi governi hanno già implementato i nuovi strumenti di sorveglianza. Il caso più degno di nota è la Cina. Monitorando attentamente gli smartphone delle persone, facendo uso di telecamere con riconoscimento facciale e obbligando le persone a controllare e riferire la temperatura corporea e le condizioni mediche, le autorità cinesi possono identificare i sospetti infetti da Coronavirus, tenere traccia dei loro movimenti e identificare le persone con cui sono entrati in contatto.
Molti gli scenari valutati, legati all’evoluzione della pandemia e all’efficacia delle politiche messe in campo per sostenere famiglie e imprese. Cerved ‒ uno dei principali operatori italiani nella gestione del rischio di credito ‒ tenendo conto delle misure di lockdown adottate in marzo-aprile, ha ridisegnato due scenari: uno soft, che prevede uno shock economico seguito però da una rapida ripresa, con pochi fallimenti e la tenuta della capacità produttiva e dei redditi delle famiglie; e uno hard, caratterizzato da una recessione più marcata nel 2020 (fallimento di molte imprese, perdita della capacità produttiva e di reddito), seguita nel 2021 da una ripresa lenta, con possibili nuovi lockdown, meno severi, che potrebbero avere conseguenze sul business e portare all’emersione di nuovi modelli sociali ed economici.
La tempesta passerà ma vivremo in un mondo diverso.
Giorgia Sorrentino IIIC
Il futuro post COVID-19
Come sarà comprare di nuovo nei negozi dopo il coronavirus? Ecco come si organizzano i negozi di abbigliamento.
Cava de’ Tirreni, domenica 17 maggio 2020
Con le indicazioni del Decreto Legge per le riaperture del 18 maggio confermato dal Governo potremo gradualmente tornare a fare shopping nei negozi.
Le nuove regole includono principalmente la riapertura dei negozi, moda e accessori inclusi. In Italia i negozi aperti dedicati alla moda potranno accogliere la clientela seguendo regole ferree anti contagio da Covid-19: in un locale di 40 metri quadri potranno esserci solo un cliente e due lavoratori, inoltre i percorsi di entrata e uscita saranno differenziati se gli spazi sono molto grandi; sarà presente all’ingresso e alle casse gel disinfettante e i locali dovranno essere puliti due volte al giorno; i dipendenti e i clienti dovranno sempre indossare mascherina e guanti; infine i vestiti indossati che non sono stati acquistati dovranno essere sanificati per la rimessa in vendita.
Ma non basta. Con la moda dello shopping online la moneta cartacea si è smaterializzata sempre di più abituandoci all’idea che gli spiccioli e le banconote siano portatori di passaggi e contatti di altre persone. Uno scenario questo che va sicuramente a vantaggio dei giganti dei pagamenti online come PayPal e Square che vedono entrambe raddoppiare la registrazione giornaliera di nuovi account. Quindi aspettiamoci che anche i negozi di abbigliamento e accessori passino direttamente al pagamento con carte smartphone.

A questo proposito Zalando sta sviluppando Connected Retail un programma che consente ai negozi fisici di vendere online tramite la sua piattaforma. In questo momento, può rivelarsi un ottimo sistema per contenere i danni da Coronavirus. Così anche i negozi fisici possono continuare a vendere tramite modalità online.
Assicurato l’obbligo di sanificazione dei negozi, si stanno facendo largo alcune ipotesi in grado di normalizzare il distanziamento sociale. Tra queste c’è Safety Pois, una sorta di semaforo brevettato da un’azienda italiana. Si tratta di una segnaletica visiva sul pavimento che indica in modo automatico i flussi che le persone possono seguire per mantenere la distanza di sicurezza. Ogni pois può essere occupato soltanto da una persona alla volta. Pois del diametro di 50 cm nei tre colori del codice stradale, –verde, giallo e rosso– a un metro e mezzo l’uno dall’altro.
Rossella Sorrentino IC
Cultura, economia, sport e turismo dopo la pandemia.
Il post Covid-19
Castel San Giorgio, 18 maggio 2020
Come saremo quando questo virus sparirà? Se è difficile dare una risposta precisa a questa domanda, è impossibile darne una soddisfacente. In un mare di incertezze, un’unica cosa forse è sicura: questa pandemia ha cambiato l’umanità. Abbiamo visto sgretolare piano piano quasi tutto ciò che l’uomo ha costruito. Niente di buono verrà però automaticamente, ora è il momento di rimettere insieme i pezzi. Finalmente inizia la tanto attesa “Fase 2”, portatrice di molte novità.

L’economia sanguina. Commercianti e aziende spingono i propri governi per ottenere il “via libera”. Secondo l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO),a causa dell’epidemia di Covid-19, nel 2020 il commercio globale è diminuito di una percentuale generosa. Molti piccoli negozi il 4 maggio hanno riaperto le porte. Invece chi non può garantire tutte le norme di sicurezza rimane fermo. Il professore Gustavo Piga, docente di Economia politica, espone a grandi linee, in un’intervista a Morningstar, delle previsioni sugli sviluppi interni dell’Ue e probabili scenari di mercato.
Forse a settembre si ritornerà tra banchi di scuola. Per il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, la didattica mista (metà in classe, metà a casa) potrebbe essere una buona soluzione. Tutto rimane un grande punto interrogativo, poiché l’Italia non dispone di denaro sufficiente per eventuali cambiamenti. Invece i vari centri sportivi riapriranno il 25 maggio con le dovute precauzioni. Obbligatorio il distanziamento.
Un altro settore colpito dalla crisi è quello del turismo. Tutti i Paesi sono a rischio. Per riprendere a viaggiare bisogna attendere. Il futuro del turismo è ancora incerto.
Antonia Soglia IIL
Cosa ne sarà della cultura post Covid?
La situazione che il Paese sta vivendo, in seguito al diffondersi dell’epidemia da Covid-19, ha costretto il Governo ad adottare misure di contenimento del contagio molto restrittive, che hanno provocato anche la chiusura di tutti i luoghi di cultura.
Mentre le agenzie educative, pubbliche e private, continuano ad operare esclusivamente online, musei, teatri, concerti, spettacoli, iniziative culturali sono messe a dura prova dal fenomeno che sta investendo il mondo intero. Federculture, associazione nazionale nel campo delle politiche e delle attività culturali, ha stimato una perdita di circa tre miliardi di euro per le attività culturali e ricreative. Ingenti i danni economici diretti e indiretti per gli operatori culturali autonomi e privi di tutele in periodo di crisi.

Biblioteche e musei riapriranno il 18 maggio, con ipotesi di accessi scaglionati per monitorare il flusso e garantire la distanza, tuttavia gli eventi artistici e culturali live continueranno ad essere sospesi o annullati e i teatri a rimanere chiusi.
Il rischio vero è che soccombano le piccole imprese dei territori, e anche se niente sarà come prima, si prevede uno sviluppo e una trasformazione futura che porterà il Paese ad aggiornarsi, finalmente, in tutti i campi che, come la cultura e l’istruzione, si sono trovati scaraventati in un modo quasi del tutto nuovo: il web.
Chiara Spatuzzi IVC



