«Non occorre essere santi per lottare. Le contraddizioni, le debolezze non ci fermano come non hanno fermato le donne e gli uomini che popolano queste pagine. Questo libro è una mappa fatta di storie, che non vogliono insegnarci niente, tanto meno a non sbagliare. Ma una cosa la pretendono: aprirci gli occhi. Al ragazzo fuori da scuola, a tutti i ragazzi vogliono raccontare come le loro madri, i loro padri, i loro fratelli maggiori sono caduti e si sono rialzati. Agli adulti vogliono ancora scaldare il sangue, restituire la voglia d’indignarsi, di ritrovare la rabbia giovane»
(Gridalo, Roberto Saviano)
Roberto Saviano, noto scrittore e giornalista, arriva al liceo “A. Genoino” di Cava de’ Tirreni: il collegamento con #gridaloascuola, -coordinato dalla professoressa di lettere e latino Annamaria Senatore- si è tenuto oggi 9 febbraio in diretta streaming sul profilo Instagram dell’autore.
L’incontro, incentrato sulla partecipazione attiva degli studenti, ha analizzato l’ultimo romanzo di Saviano: “Gridalo”. Immaginando di incontrare il sé stesso sedicenne e di volerlo aiutare nel cammino verso la vita, Saviano parla ai ragazzi, decidendo di raccontare storie di donne e uomini “diversi”, esempi positivi e negativi, storie di coraggio, giustizia e pretese, spesso negate. A fare da filo rosso alle storie è l’esigenza comune di alzare la voce per divulgare la verità, di non fermarsi alla mera sopravvivenza, ma puntare all’esistenza e, talvolta, per farsi sentire, l’unico modo è gridare. Gridare come Ipazia, Giordano Bruno, Anna Achmatova, Robert Capa, Jean Seberg, Martin Luther King e numerosi altri personaggi che, prendono vita dalle parole di Saviano e gridano le loro storie al lettore, affinché egli possa “andare oltre” e “tracciare una strada nuova” basata sulla conoscenza.
«Voglio parlare con i ragazzi»: esordisce così l’autore che, nonostante la presenza di schermi a separare l’interazione, ha coinvolto giovani e docenti fin dalle prime battute. I partecipanti hanno potuto porre domande e curiosità a Saviano ed egli, d’altro canto, ha fatto lo stesso. Gli studenti hanno, così, parlato dei loro sogni, del coinvolgimento emotivo del libro e di quanto abbiano appreso su se stessi seguendo i sentieri tracciati nella mappa iniziale del testo, addentrandosi nelle radure delle biografie narrate.
«Lei -precisa Sara Baldi di VA che, con Antonio Pio D’Amico di IVB, Felicia Ferraioli di IVD e Maria Antonietta Dalfino di VD, è intervenuta durante la live– ha raccontato di come nel tempo abbiano provato a indurla a tacere, dei tentativi di delegittimazione subiti e di come sia affiorato, in modo sempre più forte, il desiderio di parlare, di gridare, di raccontare, spinto dalla rabbia e dalla voglia di tornare a respirare». Roberto Saviano ha, infine, invitato i giovani a non lasciarsi demoralizzare, a non fermarsi di fronte alle contraddizioni e alle debolezze, ma di prendere come esempio le storie degli uomini e delle donne che popolano le pagine del romanzo, per ripartire da dove loro si sono fermati.
Un’esperienza di crescita per gli studenti che hanno partecipato, a livello didattico, mettendo in pratica competenze di lettura, confronto e interpretazione e, soprattutto, a livello umano e personale. Senza dubbio un’occasione straordinaria, che lancia al meglio il “grido” del Genoino: aprirsi alla realtà e alla sua complessità, senza mai precludersi nulla.
In allegato il link della diretta Instagram: https://www.instagram.com/tv/CLFJrjFq-yN/?utm_source=ig_web_copy_link
Chiara Spatuzzi VC
