«[…] Penelope, sorgi dal sonno,
vedi con gli occhi luoi ciò che tu notte e giorno bramavi!
Tornato è Ulisse, è giunto, sebben dopo tanto, al suo tetto […]»
(Omero, Odissea, Canto XXIII)
Inizia oggi 25 febbraio il ciclo di seminari formativi per studenti e docenti del liceo scientifico “A. Genoino”, in collaborazione con il Dipartimento per gli Studi umanistici dell’Università di Salerno (Dipsum), sulla piattaforma online Microsoft Teams. Il progetto, voluto dalla dirigente scolastica prof.ssa Stefania Lombardi, è coordinato dalla prof.ssa Anna Spera, referente Dipsum, e dalle professoresse del liceo Angela Di Gennaro, Erminia d’Auria, Maria Di Serio, e Michela Carpentieri.
L’appuntamento odierno- dopo i ringraziamenti della preside Stefania Lombardi- è iniziato con una presentazione generale, sul percorso di studi umanistici, del prof. Stefano Amendola, docente di Lingua e Letteratura greca, per poi concentrarsi, pienamente, sui “miti classici dall’antico al moderno: Penelope e Odisseo”.
«L’astuzia, la retorica, non rendono Odisseo un eroe completamente buono, ma un manipolatore di masse che riesce ad uscire da ogni problema con l’ingegno» -dichiara il prof. Stefano Amendola- «Poter conoscere, quindi, il mondo antico, dà l’opportunità di conoscere l’intreccio di narrazioni meravigliose che, seppur nate secoli fa, restano sempre attuali». Dopo un excursus generale sulla storia di Odisseo, Rosa Maria Grillo, docente di Lingua e Letteratura ispanoamericane all’Università di Salerno, ha portato alla luce la figura di Penelope e quella di tutte le donne che sommergono la vita dell’eroe greco. «La voce di Penelope, pressoché inesistente, è nascosta dietro una tela di speranza» -dichiara la prof.ssa Rosa Maria Grillo- «bisognerebbe, per questo, interpretare il suo silenzio». Il ricordo, cioè la memoria dei momenti passati, è stato il serbatoio di piacere per la moglie-madre che, per anni, è rimasta sola tra la folla; ella ha trovato il modo di difendere i propri pensieri, nati dalla frustrazione e dallo scoraggiamento che percepiva, diventando anch’ella eroina, forse ancor più di Odisseo.
Una storia di distacco -che accompagna da secoli la mitologia classica e che, ad oggi, smuove ancora le forze interiori dell’umanità- alla quale i giovani del liceo Genoino hanno preso parte con entusiasmo ed interesse, inaugurando l’inizio di un percorso che proseguirà anche il prossimo anno.
Chiara Spatuzzi VC
