Shoah, per non dimenticare

Enrico Mentana parla della giornata della memoria  

Il 27 gennaio 2022, si è tenuto, dalle ore 10;00 alle 10;45, l’incontro formativo in memoria dell’Olocausto, al quale il Liceo Scientifico “A. Genoino” ha avuto la possibilità di prendere parte, organizzato dall’Università di Roma Tre in collaborazione con la Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti Civili (CILD). Il seminario ha avuto luogo in videoconferenza sulla piattaforma online Microsoft Teams.

Di fronte a 10 mila studenti provenienti da più di 40 scuole secondarie italiane, l’ospite speciale Enrico Mentana, in occasione della giornata di commemorazione delle vittime della Shoah, ha avviato un discorso dal titolo “Dialogo sul valore della memoria”, in riferimento al libro “La memoria rende liberi” scritto insieme alla senatrice a vita Liliana Segre, incentrato sul tema della memoria.

Presenti all’incontro anche il Rettore Luca Pietromarchi, il Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Antonio Carratta e il Prorettore con delega per i rapporti con scuole, società e istituzioni Marco Ruotolo.

Ad aprire il seminario sono stati Patrizio Gonnella, prof. di Filosofia del diritto a Roma Tre e Antigone, Laura Liberto, CILD e Cittadinanzattiva e Susanna Marietti, CILD. 

«Nascere 10 anni dopo la liberazione di Auschwitz significa avere una memoria diretta e una volontà di liberare il ricordo. Invece, voi giovani avete il desiderio di razionalizzare quello che è successo».

Così Mentana apre il suo discorso raccontando l’antisemitismo che sin dall’ 800 attraversava tutta l’Europa: «Bisognerebbe capire che il mondo e la storia sono stati creati da diversi individui che interagiscono».

Le leggi razziali furono promulgate durante il fascismo in tempo di pace da «italiani zelanti aiutanti dei nazisti» che iniziarono a schedare gli ebrei. Le schede del censimento permisero ai tedeschi di effettuare la razzia del 16 ottobre del ‘43 al ghetto ebraico e in altri quartieri di Roma. Furono poche decine le persone che si ribellarono e non parteciparono a quest’opera collettiva di marginalizzazione. Infatti, alla creazione di tali leggi hanno preso parte anche milioni di italiani che non si sono mai schierati: «ci fu una grande omertà generale»apostrofa così l’ospite- «Un esempio è quello di Primo Levi che, tornato in Italia, scrisse “Se questo è un uomo” : inizialmente nessuno volle pubblicarlo, tranne una piccola azienda che ne vendette poche copie. Questo perché non c’era ancora nessuna volontà di sapere». E non si ebbe nemmeno quando la Segre, a sessant’anni, tentò di spiegare quanto aveva subito, ma le sue parole furono banalizzate. Solo dopo il processo e la cattura di Adolf Eichmann in Spagna, le atrocità della Shoah vennero alla luce. 

«I principi sono importanti, ma bisogna saperli concordare con i problemi, l’antidoto al razzismo è la capacità di aiutare» così risponde Enrico Mentana alla prima domanda, posta da uno studente che si interroga sul perché ad oggi ci siano partiti politici che si focalizzano sulla difficoltà ad accettare l’arrivo dei migranti. 

Allo studente del liceo Scacchi di Bari che chiede: «Secondo lei cosa dovremmo fare noi giovani per mantenere vivo questo ideale ora che testimoni più diretti ci stanno abbandonando?» il giornalista replica così:

«E’ questione di pochi anni, e poi non ci saranno più testimoni in vita della Shoah. Per di più già oggi il racconto della loro esperienza nel girone infernale più raccapricciante della storia, suscita una crescente indifferenza () La memoria rende liberi».

A chiudere l’incontro sono state le note della canzone “Auschwitz” di Francesco Guccini interpretata dal gruppo musicale Freedom Sounds – i musicisti del carcere di Bollate.

Maria Santoriello IIIC

Rossella Sorrentino IIIC