«Metto il mio dolore alla mercé di chiunque solo per chiedere il riconoscimento sociale, politico, medico ed economico di una malattia ancora sottovalutata, ma estremamente invalidante come la vulvodinia».
Questo l’appello di Giorgia Soleri al programma tv di Rai Due “Tonica”. Lo scorso 8 febbraio alla trasmissione Tv la fidanzata di Damiano, il cantane dei Maneskin, ha raccontato di soffrire di questo disturbo dall’età di sedici anni, una malattia che colpisce una donna su sette e della quale solo negli ultimi anni si parla.
«Non so più nemmeno quante cose ho perso per colpa del mio dolore. Mi hanno visto decine di specialisti, sono stata ricoverata in decine di ospedali. Sono svenuta per strada. Tutto questo è durato 8 lunghi anni fino a quando, due anni fa, questo dolore finalmente ha preso un nome e si è materializzato per tutti. Per me è sempre stato concreto… di invisibile c’era solo il nome: vulvodinia». Sono queste le parole dell´influencer e attivista che da tempo lotta e convive con questo male. Una volta giunti alla diagnosi, è arrivata anche la terapia.

“Un mostro, quando lo guardi in faccia, fa meno paura”, ha commentato la Soleri. “Vulvodinia, contrattura pelvica e neuropatia del pudendo anche detto, dolore pelvico cronico. Vi sembrerà strano ma ho pianto di gioia, la diagnosi è una condanna per tanti ma per me è stata una liberazione. Perché quel dolore è diventato reale e significa anche la possibilità di ricevere una cura». Giorgia Soleri ha concluso il suo monologo chiedendo a gran voce un diritto, quello di esserle riconosciuta la malattia come reale e invalidante. Una battaglia di cui si è fatta testimonial lei, ma anche il suo fidanzato Damiano David, che più volte ha sensibilizzato l’opinione pubblica sull’argomento per dare voce a tutte quelle donne che soffrono di questa patologia. È una malattia che, ancora oggi, è difficile da diagnosticare perché molte donne non ne parlano per pudore o per non essere giudicate, per una scarsa conoscenza della patologia persino in ambito medico.
Ludovica Bastolla III C
