La speranza di un futuro

Guerra Russia-Ucraina 2022: il Paese ucraino è sotto assedio e si rivivono scene di guerra per certi versi anacronistici. Artur Lysenko, un soldato ucraino arruolatosi come volontario allo scoppio del conflitto, si è ritrovato da un giorno all’altro ad imparare a maneggiare un fucile, prendere la mira e colpire il bersaglio. Ma la sua è una storia diversa dalle altre.

Artur era un uomo di trent’anni appassionato di arte, musica e storia. Amava leggere e scrivere saggi, lavorava per un’importante casa editrice del Paese e insegnava in una delle scuole della città. Aveva due figli, Lydia e Vladmir, entrambi appassionati di equitazione, e una moglie, Arina, a cui era legato da 12 anni. La sua vita cambiò il 24 febbraio 2022. La guerra in Ucraina si presentò alle porte di tutti distruggendo famiglie e lasciando morti. Artur sopravvisse ai primi attacchi e decise di arruolarsi con la moglie per combattere le forze russe. I loro due bambini furono affidati ai nonni e si nascosero in un bunker, sottoterra. Artur e sua moglie sapevano che stavano sfidando la morte, ma lo spirito patriottico li spingeva a rimanere uniti, fino alla fine.

Arina cadde presto sotto i colpi delle armi russe. Venne colpita da un missile, mentre preparava vie di scampo ai bambini dell’asilo di Stanytsia Luhanska.

<<È morta per proteggere dei piccoli che fuggivano dalla guerra, mi basta quest’immagine per ricordarla>>, era tutto ciò che Artur riusciva a dire. L’unica cosa che lo spingeva a combattere era la speranza di garantire ai figli un mondo pacifico. Durante i bombardamenti la mente di Artur era un turbinio di pensieri. A volte aveva allucinazioni che si alternavano a incubi che si impossessavano di lui. Spesso non si sentiva pronto ad affrontare il nemico e si disperava all’idea che la moglie non sarebbe stata più al suo fianco. Così, un giorno, nel bel mezzo di un assalto, Artur si ritrovò nel suo carro armato a ricoprire di colpi il nemico. Davanti ai suoi occhi apparvero due bambini: uno di loro portava in braccio il più piccolo. Entrambi erano feriti, sporchi di sangue sugli abiti e in viso. Chiedevano aiuto, ma i combattenti non prestavano loro attenzione. Tutti tranne Artur, che si precipitò su di loro e riuscì a portarli al riparo in un edificio poco lontano dallo scontro. Artur era in preda alla paura. Vedere i due bambini che parlavano tra le lacrime, cercando di superare il rumore degli spari, lo mandava fuori controllo. La città ormai era nel caos totale e nessuno, oltre lui, poteva prendersi cura dei piccoli in quel momento. In un ultimo gesto disperato, lanciò i bambini in una folle corsa per raggiungere il bunker in cui avevano trovato riparo anche i suoi figli. La vista dei bimbi che correvano incitandosi a vicenda, mentre intorno c’era il delirio, commosse profondamente Artur che, nonostante tutto, li riteneva fortunati perché insieme avrebbero potuto ricostruire il volto di un paese libero.

Iole Ferrara