Mariella Roberto e i suoi consigli ai giovani “giornalisti” del Genoino 

“Nel giornalismo ci vuole coraggio e determinazione

Mariella Roberto

Nuovo incontro al corso “Professione Narratori”. Protagonista una donna nel pieno della sua carriera, impegnata quotidianamente a realizzare il suo più grande sogno: fare la giornalista

È nel 2011 che Mariella Roberto inizia a costruire le basi del suo sogno, lavorando nelle redazioni giornalistiche, ma è da piccola che scopre la sua passione per la scrittura. Lo scorso 31 marzo, la giovane professionista è stata relatrice del corso “Professione Narratori” (organizzato al liceo scientifico statale “A. Genoino” di Cava de’Tirreni). Collegata tramite Google meet, ha raccontato agli studenti come la redazione di un articolo sulla “Mucca pazza” le abbia fatto comprendere quale sarebbe stato il suo futuro. Una giornalista precoce, tanto è vero che fin da bambina – in quinta elementare – riceve i primi complimenti sulle sue capacità dinarratrice da parte della sua maestra. 

Lascia casa a 19 anni e inizia da stagista con piccoli lavori, collaborazioni indiverse agenzie di stampa, progetti da traduttrice. A tal proposito ha messo l’accento sull’importanza della conoscenza di varie lingue che possono essere utili nel mondo del lavoro. Infatti, le sue origini italo-venezuelane e l’aver frequentato un liceo linguistico sono stati elementi fondamentali. 

Tra le esperienze che l’hanno formata di più, ha ricordato l’opportunità avuta come stagista a Il Sole 24 ore nella redazione di Milano, che le ha permesso di interfacciarsi con giornalisti importanti. Inoltre, ha lavorato nell’agenzia di Paolo Pagliaro, redattore capo del quotidiano laRepubblica.

Mariella fa parte del Constructive Network”: primo network italiano di cui fanno parte 106 professionisti freelance, i quali hanno come obiettivo quello di far riavere fiducia nei giornalisti,quella fiducia che sembra ormai persa a causa delle fake news.

All’inizio del collegamento, ha subito fatto riferimento al suo progetto GiocaReporter, che le consente di trasmettere la sua passione ai bambini della scuola primaria. A loro insegna le tecniche della scrittura giornalistica che fa mettere in atto tramite laboratori interattivi, come ad esempio la realizzazione di un giornale scolastico.

Dopo averci raccontato del suo ricco percorso lavorativo, ci ha dato la possibilità di chiarirci alcuni dubbi, in particolare su quale sia la parte più appagante del lavoro di giornalista. «Senza dubbio, la cosa più soddisfacente della mia professione è la pubblicazione del proprio articolo – ha raccontato – Vedere il proprio nome su un pezzo giornalistico ripaga di tutto l’impegno a esso dedicato. Per essere un buon giornalista è indispensabile avere passione, ma al contempo dimostrare grande coraggio e determinazione nell’esporre i propri pareri».

Piera Cammarota e Fabiola D’Arienzo IC