La regina della scienza

“È impossibile essere matematici senza avere l’anima di un poeta. Il poeta deve poter vedere ciò che gli altri non vedono, deve vedere più profondamente di altre persone. E il matematico deve fare lo stesso.”

Sofia Kovalevskaya

Sofja Kovalevskaja è stata la prima matematica e fisica russa, la prima donna nel Nord Europa ad ottenere una cattedra universitaria (Stoccolma 1884) e a far parte del comitato editoriale di una rivista scientifica di rilievo («Acta Matematica»). 

Nacque a Mosca il 15 gennaio 1850 (periodo storico nel quale alle donne erano preclusi gli alti gradi di istruzione) in una famiglia che apparteneva alla piccola nobiltà russa ed era la seconda figlia del generale–tenente di artiglieria Krjukovskj. Ad avvicinarla allo studio della matematica furono le conversazioni con lo zio Piotr: «Fu proprio da lui, per esempio, che sentii per la prima volta parlare della quadratura del cerchio e dell’asintoto a cui una curva si avvicina costantemente senza mai raggiungerlo, e di molti altri problemi di natura simile. Naturalmente non riuscivo ad afferrare il significato di questi concetti, ma essi agirono sulla mia immaginazione, instillando in me un sentimento reverenziale per la matematica, una scienza misteriosa ed eccelsa che spalanca ai suoi adepti un mondo nuovo di meraviglie inaccessibili ai comuni mortali.». All’età di 18 anni ottenne il consenso del padre al matrimonio di convenienza con Vladimir Kovalevskij così da poter viaggiare e studiare all’estero. I coniugi si trasferirono a Heidelberg e poi a Berlino dove Sofjaconobbe il famoso matematico e analista Karl Weierstrass. A Berlino concluse tre dissertazioni, due di matematica pura e una legata all’astronomia, che furono giudicate sufficienti a conseguire il titolo di dottore presso l’università di Gottinga nel 1874. Nel 1888 vinse il Prix Bordin dell’Accademia delle Scienze di Parigi e nel 1889 ottenne il Premio della Reale Accademia delle Scienze di Svezia. Nello stesso anno ricevette il titolo di Accademica dell’Accademia delle Scienze di Russia. Il 10 febbraio 1891, all’età di 41 anni, Kovalevskaja morì a Stoccolma di polmonite.

A Sofja Kovalevskaja si deve la teoria del movimento di un corpo rigido intorno a un punto fisso, la trottola. La scienziata dimostrò l’esistenza della soluzione analitica del problema di Cauchy per i sistemi di equazioni differenziali alle derivate parziali. Trattò il problema di Laplace riguardante l’equilibrio degli anelli di Saturno, ottenendo la seconda approssimazione. Fu molto attiva anche nel campo della teoria del potenziale, della fisica matematica e della meccanica celeste.

Poco prima della morte scoprì il suo talento letterario e tra le sue opere più importanti ci sono “Le memorie dell’infanzia” un diario che fornisce un interessante spaccato dell’atmosfera sociale e culturale russa del diciannovesimo secolo.

Maria Santoriello e Rossella Sorrentino IIIC