I TERRIBILI RACCONTI AL FEMMINILE, DAI CAMPI DI STERMINIO AD OGGI
«Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre.»
Primo Levi

Oggi, 25 novembre 2022, si è tenuto dalle ore 10:30 alle 12:30, nell’aula magna del Liceo Genoino, un seminario formativo per studenti e docenti, a cura del Dipartimento degli Studi umanistici dell’Università di Salerno (DIPSUM), per celebrare la Giornata contro la violenza sulle donne.
Il progetto, voluto dalla dirigente scolastica prof.ssa Stefania Lombardi, in collaborazione con la prof. Maria Di Serio, referente per l’Educazione Civica, e la prof. Marinella De Stefano, referente per il progetto di contrasto al Bullismo e Cyberbullismo, è stato coordinato dalla prof.ssa Anna Spera, referente Dipsum, e curato dalla prof.ssa Rosa Maria Grillo, docente ordinario di Lingua e Letteratura ispano-americane dell’Università di Salerno.
L’appuntamento odierno ha illustrato il progetto innovativo, che prevede approfondimenti e racconti al femminile dai campi di sterminio ad oggi.
«Queste giornate sono necessarie per riflettere e perché voi giovani, uomini e donne, sappiate da dove sono nate queste date significative e cosa possiamo fare per evitare che questo si ripeta». Ha esordito così la prof.ssa Rosa Maria Grillo, aprendo l’incontro con una serie di racconti di tragici eventi che avevano avuto delle donne come sventurate protagoniste.
DATE SIGNIFICATIVE
Un primo episodio avvenne a New York il 25 marzo 1811, con l’incendio della fabbrica Triangle, che causò la morte di 146 persone, per la maggior parte giovani immigrate italiane ed ebree; poi. la narrazione della grande manifestazione guidata dalle donne di San Pietroburgo l’8 marzo 1917 per rivendicare la fine della guerra.
È stata poi illustrata la storia di tre giovani sorelle dominicane che, il 25 novembre 1960, uscite di casa per fare visita ai propri mariti, che si trovavano in carcere in quanto dissidenti politici, furono brutalmente picchiate, stuprate e infine strangolate da tre militari. Per tale motivo, in uno storico convegno femminista del 1981, venne deciso di celebrare il 25 novembre la Giornata internazionale della violenza contro le donne, in memoria delle sorelle Mirabal.
Riflettendo, poi, sulle parole di Primo V Levi, il primo a parlare dei campi di concentramento, in “Se questo è un uomo”, la professoressa Grillo si è rivolta ai giovani studenti peoponendonun’importsntevtiflessione : «Di fronte a tali violenze è difficile comprendere cosa pensavano gli aguzzini, coloro che portavano bambini, uomini e donne nelle camere a gas, allo stesso modo è difficile comprendere anche cosa passa per la mente di un uomo quando violenta e uccide una donna». Tutte le donne dei campi dì concentramento vissero tragicamente la perdita dell’identità individuale; traumatico fu denudarsi tra le brutalità degli aguzzini, vedersi un numero tatuato sul braccio, essere rasate a zero. Non erano più donne, non erano più individui. «Ma, quando le donne si salvano da queste situazioni limite. nasce subito il sospetto che si siano salvate grazie a delle concessioni di ordine sessuale». Rosa Maria Grillo ha terminato così la digressione storica sull’Olocausto.

Al problema della testimonianza si lega la difficoltà di ascolto: “te la sei chiamata, potevi rimanere a casa e non sarebbe successo niente”. Sono frasi, queste, che sentiamo ancora oggi a proposito di donne molestate e violentate, perché, sempre in questa visione maschilista, si continua a pensare che, se la donna all’una di notte non uscisse in minigonna, non le succederebbe niente. Poter tornare di sera da soli, dopo una festa, senza la paura di subire una violenza, è una prerogativa possibile per gli uomini, ma alle donne è negata.
«Tutt’oggi in Iran il potere politico si scaglia contro le donne e contro il loro desiderio di indipendenza». Questo ci fa capire che è tutta la società che deve crescere, per permettere alle donne di avere la stessa libertà e gli stessi diritti degli uomini, per consentire loro di vivere la vita che scelgono di fare.
La violenza sulle donne non è un problema di donne ma un problema di uomini, e di tutta la società, perché la donna ha il diritto di decidere per la propria vita e l’uomo deve avere rispetto per queste decisioni: solo così potremo sperare in un futuro più giusto e più libero.
La prof. Grillo ha poi accennato alla classe politica che sarà parte attiva della nuova legislatura e, a proposito dell’attualità del tema, ha concluso: «Una delle ultime proposte di legge è quella di costituire un fondo per aiutare economicamente e psicologicamente le donne che vogliono denunciare o che vogliono separarsi e che non lo fanno perché dipendono economicamente dagli uomini”. La speranza è che qualcosa possa finalmente cambiare, anche grazie alla diffusione di una cultura più sensibile ed attenta ai diritti delle donne, e che questa spirale di violenza possa finalmente spezzarsi.
Giulia Cammarano IV C
Maria Santoriello IV C
Rossella Sorrentino IV C
