Uscita didattica del Liceo Scientifico A. Genoino di Cava de’ Tirreni: Alla Scoperta di Villa Adriana e Villa d’Este
Gli studenti del Liceo Scientifico A. Genoino di Cava de’ Tirreni si immergono nella storia antica durante un’uscita didattica indimenticabile. Dalla grandezza di Villa Adriana alle meraviglie di Villa d’Este, esplorano le rovine e le fontane che raccontano secoli di storia e di arte.
Nella fresca mattina del 15 Aprile 2024, gli studenti delle classi 1D, 2C, 2D, 2F e 2G del Liceo Scientifico A. Genoino di Cava de’ Tirreni si sono immersi nella storia e nell’arte antica, partendo per un’uscita didattica che li ha portati alla scoperta di due gioielli del patrimonio mondiale dell’UNESCO: Villa Adriana e Villa d’Este.
L’antica residenza imperiale di Villa Adriana, situata a Tivoli, ha accolto i giovani studenti con i suoi misteri e la sua grandezza. Sebbene siano stati ritrovati solo 40 dei 120 ettari che compongono questo vasto complesso, l’immensità delle rovine ha lasciato un’impressione indelebile. Purtroppo in questo luogo i nomi dei ritrovamenti non concordano con il vero e proprio uso, perché non è una vera e propria villa, ma una città poiché erano presenti botteghe e molto altro.
Le Grandi e le Piccole Terme, testimonianze della raffinatezza architettonica e dell’importanza sociale degli antichi romani, hanno affascinato gli studenti con la loro imponenza. Il Palazzo Invernale di Adriano, con i suoi suggestivi resti, ha permesso ai ragazzi di immaginare la vita di lusso dell’imperatore e di chi vi risiedeva. Infatti si ipotizza che le grandi terme erano per tutti, le piccole solo per l’imperatore.

Ma forse uno dei momenti più emozionanti della visita è stato quando gli studenti si sono avvicinati alla maestosa Vasca del Canopo. Questo specchio d’acqua, circondato da colonne e statue, ha una storia triste che risale all’antichità.Infatti si chiama così per ricordare la città dove morì Antinoo, pupillo dell’imperatore, che perse la vita annegando in giovane età, durante un loro viaggio in Egitto. L’imperatore, afflitto dalla morte del pupillo, lo deificò e dedicò lui la vasca, oltre alla città di Antinopoli, e fece instituire nel giorno natale di Antinoo una festa. La bellezza e l’importanza storica della vasca hanno catturato l’attenzione di tutti, mentre la guida raccontava i dettagli architettonici che circondano questa struttura.
Le Terme ad Heliocaminus hanno portato gli studenti ancora più vicini alla vita quotidiana degli antichi romani, offrendo loro uno spaccato delle attività termali e sociali dell’epoca.
Nel pomeriggio, il gruppo si è spostato verso Villa d’Este, un capolavoro rinascimentale che continua a incantare i visitatori con la sua bellezza. Il complesso di fontane e giardini è stato un tripudio per gli occhi e per l’anima.
Una delle fontane più belle è quella che possiede un organo idraulico, Ippolito d’Este, cardinale possessore della villa, che non vide mai completa l’estetica della fontana che fece completare il nipote, faceva azionare quando voleva il marchingegno e godeva della riproduzione. Oggi questa fontana apre la porta per far suonare l’organo soltanto ogni due ore. Un’altra meraviglia è la fontana della civetta la quale fu bombardata e tutt’ora mancano le statue e il marchingegno che le permetteva di riprodurre attraverso un gioco musicale il cinguettio di venti uccellini e solo quando la civetta usciva dalla grotta si zittivano per poi, quando rientrava, ripartire.
Ma forse la fontana più emozionante è stata quella che esprime il desiderio di Ippolito d’Este. Qui, il cardinale ha lasciato un’impronta indelebile, rappresentando il suo sogno di un potere e di un’importanza che lo portasse lontano da Tivoli, verso Roma, poiché voleva diventare papa. La fontana raffigura Tivoli con la personificazione del fiume Aniele, che alimenta le fontane della villa, e il sentiero delle 100 fontane, che raggiunge Roma con la rappresentazione personificata del Tevere in una grotta e dei suoi sette colli, di cui soltanto due rimasti. Ippolito d’Este per quanto avesse provato a diventare papa non riuscì poiché quegli anni furono dei papi Medici.
In conclusione, l’uscita didattica del Liceo Scientifico A. Genoino di Cava de’ Tirreni si è rivelata un’esperienza straordinaria, arricchendo non solo le menti degli studenti ma anche i loro cuori, con la bellezza e la storia di due luoghi così straordinariamente intrisi di cultura e arte.
Gerardo Fiorentino e Alessia D’Amico 2C











