Al Teatro Verdi di Salerno va in scena “La Bohème” di Giacomo Puccini

Al Teatro Verdi di Salerno va in scena “La Bohème” di Giacomo Puccini– mercoledì 23 aprile 2024, alle ore 18:00 – in un nuovo allestimento del Teatro Municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno – Assessorato alla Cultura in co-produzione con il Comune di Salerno.

Mercoledì 23 aprile 2024, alle ore 18:00, è andata in scena la prova generale dell’opera pucciniana La Bohème, che inaugura la stagione operistica del Massimo salernitano e vede l’avvio del PROGETTO MUSICASCUOLA, voluto dalla direzione artistica del teatro e curato da Rosalba Lo Iudice, a cui ha aderito il Liceo Scientifico “Genoino”, con la presenza di alcuni suoi alunni,accompagnati dalla prof. Erminia d’Auria,insieme ad altri studenti provenienti da altre scuole superiori della provincia di Salerno.

L’opera, tratta dal romanzo d’appendice “Scènes de la vie de bohème”, di Henri Murger, cattura perfettamente l’atmosfera bohémien dell’epoca, con le sue passioni, le sue aspirazioni artistiche e il suo spirito di libertà. La nascita de “La Bohème” fu alquanto burrascosa: all’epoca, anche il compositore e librettista Ruggero Leoncavallo stava, infatti, lavorando ad un adattamento musicale della medesima opera. Puccini, quando lo seppe, continuò comunque nel suo lavoro, consapevole dei suoi mezzi. Quando l’opera debuttò, nel 1896, al Teatro Regio di Torino (diretta da un ventinovenne Arturo Toscanini), ebbe un buon successo di pubblico. Al contrario, l’opera di Leoncavallo, rappresentata la prima volta nel 1897, cadde rapidamente nell’oblio. La critica, in principio, si dimostrò fredda nei confronti dell’opera di Puccini; in seguito, però, si allineò al generale consenso riscosso in molti teatri. 

Capolavoro del genio pucciniano, La Bohème è una delle opere più rappresentate al mondo e una delle più amate dal pubblico. Molto cara a Puccini, racconta in quattro quadri la vita e gli amori di un gruppo di giovani con pochi soldi e molti sogni, per i quali Puccini stesso trovò ispirazione nel suo passato, nei suoi anni da studente. 

Quarta opera di Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, è la storia d’amore di due giovani e squattrinati ragazzi pieni di speranza, Mimì e Rodolfo, accompagnati dall’amorazzo tra il pittore Marcello e l’esuberante Musetta, personaggio complementare di Mimì. I ragazzi trascorrono in allegria e spensieratezza gran parte della loro esistenza, screziata di gelosia, ma pur sempre leggera e immersa nella Parigi inebriante e gioiosa del 1830. 

Le vicende si snodano nella vigilia di Natale, con le strade piene di gente, tra venditori di giocattoli e locali affollati, le soffitte fredde e la miseria quotidiana. 

Dentro questa cornice, “La Bohème” è, in realtà, una storia che racconta la crescita e il dolore, il passaggio da un’adolescenza interiore a una maturità reale. L’allegra brigata si trova, infatti, a far i conti con la dura realtà della malattia di Mimì, sofferente di tubercolosi, che morirà tra le braccia del suo Rodolfo, cambiando così, per sempre, il destino di tutti i personaggi.

Su tutto, accanto all’amore, aleggia il prepotente sentimento dell’amicizia che lega questi giovani (con il filosofo Colline e il musicista Schaunard) e li fa ritrovare insieme, nel quarto quadro, accanto a una Mimì morente, in una delle scene più struggenti dell’intera storia del melodramma.

In questa produzione, Mimì è stata interpretata dal soprano Mariangela Sicilia, che si afferma al pubblico attraverso la sua sensibilità artistica e la voce ricca di sfumature e profondità interpretativa. Accanto a lei, il tenore Giovanni Sala ha sostenuto il ruolo di Rodolfo. Musetta è stata interpretata dalla soprano Sabina Puértolas; nei panni di Marcello canterà, invece, Mario Cassi. 

Completano il cast: il baritono Biagio Pizzuti (Schaunard), il basso Carlo Striuli(Colline), il basso Angelo Nardinocchi (Benoit/Alcindoro), il tenore Paolo Gloriante (Parpignol), il basso Antonio Cappetta (Sergente dei doganieri), il baritono Alessandro Menduto (Doganiere).

Maestro concertatore e direttore d’orchestra è stato il maestro Daniel Oren, mentre la regia è stata di Plamen Kartaloff e le scene e i costumi di Alfredo Troisi. 

Accanto al Coro del Teatro dell’Opera di Salerno, il Coro di Voci bianche del Teatro “Giuseppe Verdi” di Salerno, impegnati in importanti passi nell’opera, sono stati istruiti da Silvana Noschese, mentre la musica è stata affidata all’Orchestra Filarmonica Giuseppe Verdi di Salerno.

La musica di Puccini è una fusione perfetta di emozioni e melodie che colpiscono dritto al cuore dello spettatore. Dai ritmi frenetici del Quartiere Latino, alla struggente aria d’amore tra Rodolfo e Mimì, ogni nota contribuisce a creare un’esperienza coinvolgente e indimenticabile. 

Ma l’unicità de “La Bohème” risiede, soprattutto, nella sua capacità di rivolgersi direttamente al cuore di chiunque abbia mai sognato, amato o sofferto. Le emozioni dei protagonisti, le loro gioie e i loro dolori, risuonano ancora oggi con una forza universale che rende questa opera eterna e attuale. 

“La Bohème” di Puccini è un’opera che, con la sua passione e bellezza, continua a ispirare e commuovere il pubblico di tutto il mondo e così, nell’ultimo quadro dell’opera, non ci si immedesima solo nella morte di un personaggio; quando muore Mimì, è tutto quel mondo che si spegne, nel cuore di tutti i personaggi e anche in quello di chi, commosso, assiste alla rappresentazione, perché quello che gli spettatori vivono non è altro che il sentimento della morte della giovinezza: quella che appartiene a tutti; è questa, in realtà, la narrazione della  “Bohème”, ed è per questo che tutti gli spettatori hannoavuto un nodo alla gola.

Forse, può essere uno scrittore, Enzo Siciliano, a far cogliere il fulcro essenziale dell’opera: “la giovinezza è un momento del vivere, splendido per inconsistenza e non per altro, così che quando pare di averlo afferrato, sparisce”; passioni, rabbie, scherzi, pochi soldi, vita in comune, allegria, delusioni, speranze: questo è “La Bohème” e, al di là della trama e dei personaggi, cos’è tutto ciò se non la giovinezza, come ogni spettatore istintivamente sente?

                                                                                                                                               Ketura Imperato

Referente del progetto: prof. Emilia Giordano

Dirigente scolastico: prof. Pietro Mandia