L’ITALIANA IN ALGERI

L’italiana in Algeri”, dramma giocoso in due atti, libretto di Angelo Anelli, musica di Gioachino Rossini. Sul palco del Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno, Mercoledì 15 Maggio 2024

Mercoledì 15 Maggio, alle ore 18.00, nell’ambito della Stagione lirica, balletto e concerti 2024 del Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno, in relazione  al PROGETTO MUSICASCUOLA, una rappresentanza di studenti del Liceo Scientifico Statale “A. Genoino” di Cava de’ Tirreni, accompagnati dalle professoresse Emilia Giordano ed Enza Troiano, insieme ad altri ragazzi provenienti da diversi Istituti liceali salernitani, ha assistito alle prove generali del dramma giocoso in due atti, “L’italiana in Algeri”, su libretto di Angelo Anelli e musica di Gioachino Rossini, uno dei capolavori buffi, più popolari e amati, realizzato in un nuovo allestimento del Teatro Giuseppe Verdi di Salerno.

La leggenda vuole che la trama sia ispirata a un fatto di cronaca: nel 1805, Antonietta Frapolli-Suini, formosa signora milanese, sarebbe stata rapita dai pirati algerini, in cerca di giovani fanciulle da vendere come schiave ai vari potenti della regione e portata alla corte del Bey di Algeri Mustafà-ibn-Ibrahim, che si sarebbe perdutamente innamorato di lei, perché, come recita il libretto, le «femmine d’Italia son disinvolte e scaltre, e sanno più dell’altre l’arte di farsi amar».

Angelo Anelli prende spunto da questa storia per scrivere il libretto che, nel 1813, il ventunenne Gioachino Rossini mette in musica per il teatro San Benedetto di Venezia: “L’Italiana in Algeri” fu rappresentata, per la prima volta, il 22 Maggio di quello stesso anno ed è subito un grande successo.

La vitalità del ritmo e l’allegria irrefrenabile sono i caratteri salienti in questa primizia del genio rossiniano, che qui si manifesta con tutto lo sfavillio della sua comicità e le seduzioni esotiche delle turcherie dell’epoca. 

La vicenda si svolge alla corte di Mustafà, Bey di Algeri che, stanco di Elvira, moglie troppo tranquilla e sottomessa, incarica il capitano dei corsari di trovargli una bella italiana più pepata e volitiva. Una burrasca ne fa naufragare una sulla costa di Algeri, Isabella, partita, in realtà, col proposito di ritrovare l’amato Lindoro, divenuto schiavo del Bey. Sarà dal momento in cui Isabella verrà condotta a palazzo che inizieranno i guai per Mustafà: mentre il Bey finirà burlato dalle astuzie di Isabella, i due innamorati riusciranno a ricongiungersi e a tornare in Italia. 

L’italiana in Algeri”, intrisa di umorismo, equivoci e colpi di scena, celebra l’astuzia femminile e il trionfo dell’amore sulla tirannia. L’opera mette in luce l’intelligenza e la scaltrezza di Isabella, capace di manipolare il Bey e sovvertire i ruoli di potere. Attraverso la sua astuzia, Isabella non solo conquista la sua libertà, ma rivendica anche la propria dignità di donna in un contesto maschilista. 

Il tema centrale della storia è, dunque, una vera e propria celebrazione dell’intelligenza contro la forza bruta, della capacità di non soccombere alle avversità della vita, anche quando tutto sembra congiurare contro. Questo dramma giocoso si conclude con una celebrazione dell’amore e della libertà, sottolineando l’invincibile forza di questi sentimenti.

A spingere all’estremo questo irresistibile gioco di marionette, saranno il mezzosoprano Elmina Hasan nella parte di Isabella, il tenore Juan De Dios Mateos Segura come Lindoro, il basso Carlo Lepore nei panni di Mustafà e il baritono Marco Filippo Romano in quelli di Taddeo. Completano il cast il soprano Mariam Battistelli nei panni di Elvira, il basso-baritono Nicola Ciancio in quelli di Haly e il mezzosoprano Rosa Bove come Zulma. Lo spettacolo, firmato dal direttore dell’Orchestra Filarmonica Giuseppe Verdi di Salerno, Gaetano Lo Coco e diretto da Sarah Schinasi, si avvale delle scene e dei costumi di Alfredo Troisi. Il Coro, diretto dal Maestro Francesco Aliberti, è del Teatro dell’Opera di Salerno.

Il ritmo vivacissimo della musica, brillante e piena di energia, scandisce e sottolinea le divertenti trovate drammaturgiche con arie virtuosistiche ed ensemble vivaci che fanno brillare gli interpreti. I personaggi sono ben delineati e divertenti, con interazioni comiche e situazioni esilaranti che mantengono alto il livello di intrattenimento per tutto lo spettacolo.

Il pubblico si è sentito invaso dal sacro fuoco del teatro attraverso la passione e la devozione degli artisti, la magia della recitazione, della scenografia, del costume e della musica. Quest’opera ha toccato le corde più profonde dell’animo umano, portando gli spettatori in mondi immaginari ed emozionanti. 

Ed ora, sempre più, si sente questo fuoco divampare nell’animo di tutti gli spettatori, illuminando il cammino di ognuno verso la verità e la bellezza della vita.

Ketura Imperato

Referente del profetto: prof.ssa Emilia Giordano

Dirigente Scolastico: prof. Pietro Mandia