Convegno sulla legalità: tra i processi e le piaghe dei tribunali italiani

”Il più sicuro ma più difficil mezzo di prevenire i delitti si è di perfezionare l’educazione.”

Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene

Giovedì 16 Maggio, dalle ore 9.00 alle ore 11:30, si è tenuto, nell’ aula magna del Liceo Scientifico “A. Genoino”, un convegno sulla legalità, con il coinvolgimento di 5 avvocati del foro nocerino: Nobile Viviano, presidente della camera penale di Nocera Inferiore, Giovanna Fasanino, Maurizio Mastrogiovanni, Fabio Annosi e Claudia Ruggiero Perrino.


Nella prima parte dell’incontro, gli studenti si sono cimentati in una simulazione di un processo per furto.
Secondo la ricostruzione proposta dall’avvocato Nobile Viviano, un ragazzo, durante i preparativi di una festa, non essendo in possesso di uno stereo, ha pensato di rubarlo, con la complicità un suo compagno, dalla scuola. Il custode, cogliendoli in flagranza di reato, ha riconosciuto solo uno dei due ragazzi.
Sulla base di tali affermazioni, l’avvocato dell’accusa, rappresentato dall’ alunno Mattia Russo di II I, ha incriminato il ragazzo riconosciuto che ha di conseguenza confessato la sua colpa. Avendo ammesso la sua colpa, rischia una condanna che va dai 4 ai 7 anni di carcere.
“In nome del popolo italiano -questa l’espressione finale pronunciata, in qualità di giudice, dall’ alunno Christian Ossignuolo di II I- e del tribunale di Nocera Inferiore, nel giudizio relativo al procedimento penale degli imputati Andrea e Matteo, all’esito delle conclusioni delle parti, questo tribunale ritiene che l’imputato Matteo venga assolto, mentre l’imputato Andrea viene condannato alla pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione”.

Tale processo ha reso possibile un’attenta analisi sul fenomeno del cyberbullismo, proposta dall’avvocato Giovanna Fasanino.
Negli ultimi anni, i tribunali italiani hanno affrontato numerosi casi su questa problematica , riflettendo l’aumento di questa forma di violenza tra i giovani. Uno dei casi più emblematici è stato quello di una studentessa di 15 anni, vittima di cyberbullismo da parte di una campagna e di alcuni compagni di scuola. Il processo ha portato alla condanna dei responsabili per diffamazione e molestie, con pene che includevano lavori socialmente utili e partecipazione a programmi di sensibilizzazione sul cyberbullismo.

L’avvocato è poi passata a un approfondimento su diverse piaghe affrontate dai tribunali italiani, quali il malfunzionamento delle carceri e la riabilitazione del detenuto.
Le carceri italiane sono spesso al centro di controversie per vari problemi strutturali e gestionali. Uno dei principali problemi è il sovraffollamento: molte strutture ospitano un numero di detenuti superiore alla loro capacità, con conseguenze negative sulla qualità della vita e sulla sicurezza sia dei reclusi che del personale penitenziario. Nel 2023, ad esempio, il tasso di affollamento medio delle carceri italiane era del 120%, con picchi che raggiungevano il 150% in alcune regioni.
Un altro problema significativo è la carenza di personale, guardie carcerarie, assistenti sociali e personale medico. Questo deficit compromette la capacità delle istituzioni penitenziarie di garantire il benessere e la riabilitazione dei detenuti. Inoltre, le strutture sono spesso fatiscenti e mancano delle risorse necessarie per offrire programmi educativi e lavorativi adeguati, fondamentali per il reinserimento sociale dei detenuti.
Queste criticità hanno portato a numerosi ricorsi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con l’Italia che è stata più volte condannata per trattamenti inumani e degradanti.

Nonostante gli sforzi per migliorare le condizioni e promuovere la riabilitazione, la realtà quotidiana di sovraffollamento e risorse insufficienti continua a ostacolare il progresso. È imperativo che si rinnovi l’impegno a livello nazionale e locale per garantire che i diritti umani e la dignità di ogni individuo siano al centro del sistema carcerario. Solo attraverso un dialogo aperto, investimenti mirati e riforme legislative si può sperare di trasformare le carceri da luoghi di miseria a istituzioni di cambiamento positivo e reintegrazione sociale.

Convegno sulla legalità: tra i processi e le piaghe dei tribunali italiani
Giovedì 16 Maggio, dalle ore 9.00 alle ore 11:30, si è tenuto, nell’ aula magna del Liceo Scientifico “A. Genoino”, un convegno sulla legalità, con il coinvolgimento di 5 avvocati del foro nocerino: Nobile Viviano, presidente della camera penale di Nocera Inferiore, Giovanna Fasanino, Maurizio Mastrogiovanni, Fabio Annosi e Claudia Ruggiero Perrino.

Nella prima parte dell’incontro, gli studenti si sono cimentati in una simulazione di un processo per furto.
Secondo la ricostruzione proposta dall’avvocato Nobile Viviano, un ragazzo, durante i preparativi di una festa, non essendo in possesso di uno stereo, ha pensato di rubarlo, con la complicità un suo compagno, dalla scuola. Il custode, cogliendoli in flagranza di reato, ha riconosciuto solo uno dei due ragazzi.
Sulla base di tali affermazioni, l’avvocato dell’accusa, rappresentato dall’ alunno Mattia Russo di II I, ha incriminato il ragazzo riconosciuto che ha di conseguenza confessato la sua colpa.avendo ammesso la sua colpa, rischia una condanna che va dai 4 ai 7 anni di carcere.
“In nome del popolo italiano” -questa l’espressione finale pronunciata, in qualità di giudice, dall’ alunno Christian Ossignuolo di II I- e del tribunale di Nocera Inferiore, nel giudizio relativo al procedimento penale degli imputati Andrea e Matteo, all’esito delle conclusioni delle parti, questo tribunale ritiene che l’imputato Matteo venga assolto, mentre l’imputato Andrea viene condannato alla pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione.

Tale processo ha reso possibile un’attenta analisi sul fenomeno del cyberbullismo, proposta dall’avvocato Giovanna Fasanino.
Negli ultimi anni, i tribunali italiani hanno affrontato numerosi casi su questa problematica , riflettendo l’aumento di questa forma di violenza tra i giovani. Uno dei casi più emblematici è stato quello di una studentessa di 15 anni, vittima di cyberbullismo da parte di alcuni compagni di scuola. Il processo ha portato alla condanna dei responsabili per diffamazione e molestie, con pene che includevano lavori socialmente utili e partecipazione a programmi di sensibilizzazione sul cyberbullismo.

L’avvocato è poi passata a un approfondimento su diverse piaghe affrontate dai tribunali italiani, quali il malfunzionamento delle carceri e la riabilitazione del detenuto.
Le carceri italiane sono spesso al centro di controversie per vari problemi strutturali e gestionali. Uno dei principali problemi è il sovraffollamento: molte strutture ospitano un numero di detenuti superiore alla loro capacità, con conseguenze negative sulla qualità della vita e sulla sicurezza sia dei reclusi che del personale penitenziario. Nel 2023, ad esempio, il tasso di affollamento medio delle carceri italiane era del 120%, con picchi che raggiungevano il 150% in alcune regioni.


Un altro problema significativo è la carenza di personale, guardie carcerarie, assistenti sociali e personale medico. Questo deficit compromette la capacità delle istituzioni penitenziarie di garantire il benessere e la riabilitazione dei detenuti. Inoltre, le strutture sono spesso fatiscenti e mancano delle risorse necessarie per offrire programmi educativi e lavorativi adeguati, fondamentali per il reinserimento sociale dei detenuti.
Queste criticità hanno portato a numerosi ricorsi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con l’Italia che è stata più volte condannata per trattamenti inumani e degradanti.

Nonostante gli sforzi per migliorare le condizioni e promuovere la riabilitazione, la realtà quotidiana di sovraffollamento e risorse insufficienti continua a ostacolare il progresso. È imperativo rinnovare l’impegno a livello nazionale e locale per garantire che i diritti umani e la dignità di ogni individuo siano al centro del sistema carcerario. Solo attraverso un dialogo aperto, investimenti mirati e riforme legislative si può sperare di trasformare le carceri da luoghi di miseria a istituzioni di cambiamento positivo e reintegrazione sociale.

La simulazione del processo a cui hanno assistito i ragazzi è stata un’opportunità per testare decisioni e strategie senza rischi reali, ma soprattutto uno strumento didattico inestimabile per affinare le competenze degli studenti: una chiave per costruire il futuro, plasmando il presente con saggezza e provvidenza.
L’incontro ha offerto un panorama completo e approfondito su varie questioni legali, stimolando negli studenti una maggiore consapevolezza e sensibilità verso i temi della giustizia e della legalità. La partecipazione attiva e il dialogo con i professionisti del diritto hanno rappresentato un importante momento di crescita educativa e civica, lasciando un segno significativo nel percorso formativo dei ragazzi.