Magia e tradizione: “Lo Schiaccianoci” incanta il Teatro Verdi di Salerno con la sua favola coreografica

“Lo Schiaccianoci”, fiaba in punta di piedi, in scena al Teatro Municipale “Giuseppe Verdi” di Salerno, martedì 3 dicembre, offre ai ragazzi un attesissimo «appuntamento sulle punte» delle feste.

Un sogno magico e popolato da bizzarri personaggi, un mondo in cui i giocattoli prendono vita, dove i fiocchi di neve danzano il valzer (le ballerine in tutù bianco) e in cui uno schiaccianoci di legno riesce a trasformarsi in un bellissimo principe.

Una storia più candida e natalizia di così non la conosciamo. Ecco a cosa hanno assistito, martedì 3 dicembre, alcuni studenti di numerosi istituti della provincia di Salerno, tra cui il Liceo Scientifico “A. Genoino”, che hanno aderito al progetto “Le scuole vanno al Massimo”. I giovani, accompagnati dalle docenti Emilia Giordano, Erminia d’Auria, Enza Troiano e Michela Carpentieri, hanno potuto assistere alle prove generali di un balletto che da sempre affascina e cattura il pubblico con la sua magia.

Il 18 dicembre 1892, il Mariinskij Theater di San Pietroburgo mise in scena un‘opera destinata ad entrare nella storia del balletto: si tratta de “Lo Schiaccianoci”, interpretato per la prima volta da Antonietta Dell’Era e Pavel Gerdt, sulle coreografie di Lev Ivanov e Marius Petipa. Lo spettacolo, uno dei capolavori del balletto dell’Ottocento dall’atmosfera natalizia per eccellenza, è trasformato in balletto grazie alla celeberrima musica di Pëtr Il’ičČajkovskij, con suggestioni oniriche tipiche della favola che hanno incantato tutti gli astanti. Il debutto europeo è avvenuto a Londra nel 1934 al Sadler’s Wells, con la coreografia originale di Ivanov.

La trama è ambientata in casa del ricco signor Stralhbaun, durante una festa organizzata per celebrare la vigilia di Natale. Tra addobbi e danze caratteristiche, il vecchio amico di famiglia Drosselmeyer intrattiene gli ospiti con giochi di prestigio, regali e pupazzi meccanici da lui stesso costruiti. Clara, figlia degli Stralhbaun, riceve in dono uno schiaccianoci con le fattezze di soldatino.

Entusiasta, alla fine della serata Clara si addormenta abbracciata al suo schiaccianoci, immaginando un mondo fantastico che di lì a poco prenderà vita sotto i suoi occhi. Dopo aver combattutocontro il Re dei Topi e il suo esercito, inizia un viaggio nel Regno dei Dolci, in cui le leccornie diventano personaggi e ballano per allietare Clara e Fritz, lo schiaccianoci si trasforma in uno splendido principe e Clara in una principessa; l’atto si conclude con il meraviglioso Valzer dei Fiocchi di Neve. Ma tutto è solo un sogno: Clara si desta accanto all’albero di Natale con in braccio il suo dono inanimato, a rimanerle è solo il ricordo di creature incantate e affascinanti avventure.

Ad ispirare lo scenario un racconto di E.T.A. Hoffman, “Schiaccianoci e il re dei topi” (1816), riscritto da Alexandre Dumas padre nel 1844, in toni più vicini alla favola romantica, meno cruenti rispetto all’originale e adattati in forma di libretto da Marius Petipa. Malgrado la prima rappresentazione non riscosse un gran favore di pubblico, ad oggi la combinazione d’incantevoli coreografie e trame fiabesche hanno reso “Lo Schiaccianoci” uno dei più amati balletti di tutti i tempi.

Il pubblico presente in teatro ha salutato calorosamente, con generosi applausi, gli interpreti principali della serata, le ètoiles Marta Petkova ed Emil Yordanov e la bellissima Fata Confetto, di grande padronanza scenica, che si è abbandonata tra le braccia del Cavaliere atletico e prestante.

Bella la prova del corpo di ballo del Balletto dell’opera Nazionale di Sofia, dei solisti bulgari e dell’orchestra che ha eseguito molto bene la partitura di questo magico balletto. Le Scenografie incantate ed i costumi – atmosfera natalizia e impeccabile professionalità del Balletto Nazionale della Bulgaria – hanno reso partecipe lo spettatore della stessa fiaba di Hoffmann.

Lo Schiaccianoci è ormai considerato la fiaba di Natale per antonomasia. É impossibile non farsi catturare dalla musica del Valzer dei Fiori, dall’incanto dei Fiocchi di Neve. La danza ha questa qualità meravigliosa: ci accompagna a suon di passi lungo un sentiero fatato, facendoci sentire parte di essa.

E così, mentre le ultime note di Čajkovskij svaniscono dolcemente nell’aria, il sipario cala su un mondo di sogni e meraviglie. Lo Schiaccianoci non è solo un balletto, ma un incantesimo che ogni anno si rinnova. È un racconto universale che parla al bambino nascosto in ognuno di noi, con la sua promessa di magia, speranza e meraviglia. E quando le luci si spengono, resta nel cuore una scintilla: la certezza che, almeno per una sera, la fantasia ha vinto sulla realtà, riportandoci a un tempo in cui tutto sembrava possibile. È questa scintilla, fragile ma luminosa, che ci accompagna fuori dal teatro, nell’abbraccio del mondo reale, ricordandoci che, a volte, i sogni più belli non si dissolvono con il risveglio, ma restano con noi, intrecciandosi alla vita quotidiana. 

Ketura Imperato 4E

Referente del progetto: Prof.ssa Michela Carpentieri, Prof.ssa Erminia d’Auria, Prof.ssa Emilia Giordano, Prof.ssa Enza Troiano

DS prof. Pietro Mandia