La Presa di Cristo di Caravaggio a Salerno

Ammirato un originale di Caravaggio della Collezione Ruffo: La Presa di Cristo

La Presa di Cristo – Caravaggio

Salerno, 18 febbraio 2025 – una giornata all’insegna dell’arte e della cultura per gli studenti delle classi 3C e 4C del Liceo Scientifico A. Genoino, che questa mattina hanno visitato il Complesso San Michele di Salerno. L’uscita didattica ha offerto loro l’opportunità di ammirare da vicino un capolavoro del maestro del chiaroscuro, Michelangelo Merisi da Caravaggio: La Presa di Cristo, un’opera appartenente alla prestigiosa Collezione Ruffo.

Accompagnati dai docenti d’Auria, Fasano e Troiano e da una guida esperta, gli studenti hanno avuto modo di approfondire la storia del dipinto, realizzato nel 1602 per il marchese Ciriaco Mattei. L’opera raffigura il drammatico momento dell’arresto di Gesù nell’orto degli ulivi, evidenziando il magistrale uso della luce e il potente realismo espressivo tipico di Caravaggio.

Storicamente, La Presa di Cristo è un’opera avvolta da un’aura di mistero, poiché esistono due versioni considerate originali: una appartenente alla Collezione Ruffo e l’altra conservata presso la National Gallery of Ireland a Dublino. Per anni si è creduto che il dipinto fosse andato perduto, fino a quando la versione irlandese non è stata riscoperta nel 1990 nella residenza dei Gesuiti di Dublino. Tuttavia, la versione Ruffo è stata a lungo al centro dell’attenzione degli studiosi per la sua qualità pittorica e la sua documentata attribuzione a Caravaggio.

Oltre ai due originali, esistono almeno 15 copie dell’opera realizzate da artisti caravaggeschi tra il XVII e il XVIII secolo, alcune delle quali di grande valore storico e artistico. Tra le più celebri si annoverano quelle conservate nella collezione Odaleschi e presso il Museo di Odessa. Questo elevato numero di repliche testimonia il grande impatto che La Presa di Cristo ha avuto sui contemporanei e sulle generazioni successive, confermandosi come una delle opere più iconiche del maestro lombardo.

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di apprendimento al di fuori dell’aula, sottolineando ancora una volta il valore delle visite culturali per la formazione degli studenti.

Gerardo Fiorentino 3C