Durante l’incontro di #Ioleggoperché, che si è svolto presso la libreria Centopagine, è stata intervistata l’ingegnera Bonadies, ricercatrice del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e specializzata in ingegneria dei materiali.

L’incontro è stato un momento di dialogo e scoperta, che ha permesso di conoscere da vicino non solo il percorso di una ricercatrice, ma anche la passione che anima il suo lavoro. Sono state rivolte alcune domande e alla domanda su come sia nata la sua vocazione, l’ingegnera Bonadies ha raccontato che già al liceo sapeva di voler intraprendere questo percorso di laurea, nonostante la passione per la ricerca è arrivata solo in seguito.




Il professore di chimica, riconoscendo il suo talento, l’ha incoraggiata a partecipare ai Giochi della Chimica e a studiare con dedizione, spingendola poi verso l’ingegneria dei materiali, il ramo che meglio coniugava la sua passione per la chimica con la curiosità scientifica. Infatti ha affermato: «Il nome può trarre in inganno, ma è proprio l’ingegneria dei materiali quella che ha più chimica dentro di sé!».
Parlando del ruolo della lettura nella formazione di uno scienziato, l’ingegnera ha spiegato quanto sia importante continuare a leggere e ad aggiornarsi:«Il lavoro del ricercatore si basa sullo studio costante. È l’unico modo per scoprire sempre qualcosa di nuovo».
Ha espresso il suo amore per la lettura anche al di fuori del campo scientifico, consigliando “Il sistema periodico” di Primo Levi, un’opera che fonde in modo unico scienza e vita. Tra i suoi autori preferiti ha inoltre menzionato Italo Calvino, in particolare la trilogia “Il barone rampante”, “Il visconte dimezzato” e “Il cavaliere inesistente”.
Alla domanda su cosa la affascini di più del suo lavoro, ha risposto: «Mi piace capire perché le cose avvengono. Mi sento un po’ come un investigatore che deve scoprire la verità dietro ai fenomeni». Ha raccontato che la sua ricerca parte sempre dall’osservazione, o come lei stessa ha detto, dalla “contemplazione”, che diventa il punto di partenza per studiare, sperimentare e capire i processi che regolano il mondo.
Infine, ha dato un consiglio per coloro che sognano di fare ricerca, sia in ambito scientifico sia umanistico: «Se studiare e scoprire vi appassiona davvero, provateci. Il dottorato, ad esempio, può aiutare a capire se questa è la strada giusta». Ha anche sottolineato come nella ricerca oggi le donne siano sempre più numerose, spesso impegnate in ruoli di grande responsabilità, dimostrando che la scienza non ha genere, ma solo passione e curiosità.
Intervista curata da: Chiara D’Amico, Claudia Giacchetti e Giorgia Maccario 2B
Chiara D’Amico 2B
