NAPOLI, 17 dicembre 2025 – Nel cuore pulsante del centro storico, tra le mura secolari della Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, Napoli si trasforma in una delle capitali europee dell’arte contemporanea grazie alla grande mostra dedicata a Joan Miró, uno dei più grandi artisti del surrealismo del Novecento.

La rassegna, intitolata Joan Miró: per poi arrivare all’anima, ha inaugurato il 5 dicembre 2025 e resterà aperta fino al 19 aprile 2026, attirando appassionati d’arte, studiosi, turisti e curiosi desiderosi di esplorare l’universo creativo di questo maestro spagnolo.

Allestita negli spazi suggestivi della basilica, una cornice barocca che amplifica la potenza evocativa delle opere, la mostra presenta un corpus di circa 100–120 pezzi, tra litografie, acquetinte, acqueforti, copertine di dischi e opere grafiche provenienti da importanti collezioni private.
È un percorso tematico tra parola, segno e colore, curata da Achille Bonito Oliva e Vittoria Mainoldi, l’esposizione è strutturata in sette aree tematiche che guidano il visitatore attraverso i molteplici aspetti della poetica di Miró.
Non si tratta di una semplice retrospettiva cronologica, ma di un percorso sensoriale e concettuale dove si esplora il profondo legame dell’artista con la parola come forma plastica, la grafica e le tecniche di stampa. In molte opere, il segno visivo convive con elementi verbali in un dialogo che rimanda alle radici poetiche del suo lavoro, un’attenzione all’essenza del gesto creativo che trascende il confine tra testo e immagine.

Proprio come afferma l’artista: “Ho difficoltà a parlare della mia pittura, poiché nasce sempre in uno stato alluci-natorio, suscitato da un contraccolpo qualsiasi, oggettivo o soggettivo che sia, e di cui non sono in alcun modo artefice. Quanto ai miei mezzi di espressione, sempre più mi sforzo di giungere al massimo grado di chiarezza, di potenza e di aggressività plastica, ossia di risvegliare dapprima una sensazione fisica, per poi arrivare all’anima”.
Tra i pezzi più suggestivi figurano anche le interpretazioni grafiche di personaggi letterari e teatrali, come la celebre rivisitazione di Ubu Roi di Alfred Jarry, che testimoniano la capacità di Miró di fondere immaginazione, ironia e simbolismo. 
Questa esposizione rappresenta uno degli eventi culturali più importanti del periodo natalizio e dell’inizio del 2026 nel panorama artistico italiano. Non solo per la qualità delle opere in mostra, ma anche per l’originalità del taglio curatoriale che permette di leggere Miró non solo come pittore surrealista, ma come un artista capace di concepire un linguaggio universale fatto di segno, forma e parola. 
Con il suo mix di sperimentazione e poesia visiva, Joan Miró: per poi arrivare all’anima è una tappa obbligata per tutti coloro che desiderano confrontarsi con una delle figure più influenti dell’arte del Novecento.
Gerardo Fiorentino 4C
